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    Ospedali di Vibo, Sibaritide e Piana, Guccione e Mirabello vogliono la task force

    di Marina Malara – Tre ospedali fondamentali per il processo di riorganizzazione e di riqualificazione della rete ospedaliera e dei servizi territoriali calabresi. Tre strutture che dovrebbero essere costruite con i fondi nazionali del cosiddetto “ex articolo 20”, più il capitale privato delle ditte che hanno vinto gli appalti per la costruzione, secondo il criterio del Project Financing. Parliamo dei tre nuovi ospedali di Vibo Valentia, Sibaritide e Piana di Gioia Tauro per i quali non si vede ombra di avvio dei lavori.  La terza Commissione consiliare, ‘Sanità, attività sociali, culturali e formative’ della Regione, presieduta dal consigliere Michele Mirabello (Pd) ha già dedicato al problema ben due sedute con l’audizione dei rappresentanti del dipartimento Infrastrutture della Giunta regionale e delle Asp territorialmente interessate. L’intento è quello di conoscere i motivi del grave ritardo sui lavori e soprattutto superarli con l’attivazione di una task force ad hoc. Questo in sostanza quanto hanno comunicato, in conferenza stampa a palazzo Campanella. i consiglieri Mirabello e Guccione entrambi del Pd ma, evidentemente, intenzionati a fare i chiodi al presidente Oliverio, reo a loro dire di non dare un impulso serio allo sblocco della situazione. guccioneNon scopriamo certo oggi che Carletto Guccione, da quando è stato costretto a dimettersi dalla giunta regionale, svolge il ruolo dell’opposizione in casa propria. Comunicati, interventi in consiglio regionale, interrogazioni, la dicono lunga sul ruolo di spina nel fianco che Guccione ha assunto negli ultimi sei mesi. Ed è proprio lui, in conferenza stampa a Reggio, ad usare i toni più pesanti. La Regione Calabria, ha detto Guccione,  deve costruire i tre nuovi ospedali di Vibo Valentia, della Sibaritide e della Piana di Gioia Tauro per un importo complessivo e già stanziato di 438 milioni di euro e per la dotazione complessiva di 1120 posti letto. Nel mese di settembre 2014 è stato sottoscritto il contratto per il nuovo ospedale della Sibaritide tra la Regione Calabria, l’Asp di Cosenza e la società Ospedale della Sibaritide  per una spesa complessiva di 143 mln di euro ma, nonostante il contratto sia stato firmato a settembre 2014, oltre sedici mesi fa, ancora non risulta essere stato aperto il cantiere. Stesso discorso per il nuovo ospedale della Piana di Gioia Tauro per il quale vi è un impegno di spesa pari a 150 mln di euro e, nonostante il contratto di concessione è stato firmato a marzo 2015, oltre dieci mesi fa, ancora oggi non risulta essere stato aperto il cantiere. A Vibo Valentia si prevede un impegno di spesa pari a 143.965.197,29 euro. Anche in questo caso, nonostante il contratto sia stato firmato a settembre 2014, ancora oggi non risulta essere stato aperto il cantiere. Particolarmente delicata è la vicenda della realizzazione delle strutture sanitarie di Gioia Tauro e Sibaritide, dove non è stato ancora sottoscritto il ‘Patto di legalità’, perché l’impresa aggiudicataria, la Tecnicis , è stata oggetto di una interdittiva antimafia ed avrebbe problemi di liquidità che gli impedirebbero di stanziare la propria quota di finanziamento. “E’ evidente come sia trascorso ormai inutilmente oltre un anno e mezzo dalla firma dei contratti ed ancora non si è in grado di rimuovere tale situazione che rischia di incancrenirsi e di sfociare in contenziosi tra l’impresa e la Regione Calabria. Non possiamo rischiare – sottolinea Guccione – che le risorse destinate ai due grandi ospedali possano finire in maxi risarcimento danni a carico dei cittadini, per non avere scelto, o la revoca dell’appalto, o la firma, attraverso il Rup, ingegnere Pallaria, la richiesta di avvio delle procedure alla Tecnicis. Perdere ulteriormente tempo, significa voler evitare di assumersi responsabilità e allontanando, colpevolmente, nel tempo, la concreta possibilità di avvio dei lavori”.mirabello Per quanto riguarda il nuovo ospedale di Vibo Valentia, entra nel dettaglio Michele Mirabello che spiega di avere appreso tramite le audizioni in commissione  che non sono ancora progettate, né finanziate, le così dette ‘opere complementari’ (viabilità, impianti di depurazione, sistema idrico e fognario), senza le quali non possono iniziare i lavori per l’ ospedale. La cosa grave, spiega Mirabello, è che non è stato fatto alcuno studio sull’assetto idrogeologico, che nel vibonese ha lasciato ferite ancora aperte. Eppure per svolgere questi lavori sarebbero già finanziabili, anche se Guccione li definisce “ipotetici”, 3 milioni di euro. Preoccupa anche un’ indagine biologica, su cui sta lavorando l’Arpacal, riguardo alla presenza nel sito di metalli pesanti, per la cui bonifica servirebbe evidentemente un ulteriore finanziamento. E non basta, perché, secondo Mirabello, bisogna provvedere all’adduzione idrica e soprattutto al progetto di collegamento stradale tra il sito ospedaliero e la SS 606, affatto semplice vista la differenza di altimetria tra le due strutture. “La Commissione non allenterà per un solo attimo i controlli” ha detto ancora Mirabello, mentre Guccione va giù più pesante: “ Il dipartimento Salute e quello dei Lavori Pubblici non dialogano. Vi è pressapochismo e incapacità di azione. Come la miglioriamo la sanità? Polemizzando tutti i giorni col Commissario Scura? La politica scappa e si nasconde”. Poi la minaccia: “Se entro sei mesi non daremo certezza dei tempi potremo perdere i finanziamenti del governo. Se riscontreremo mancanza di volontà politica, ci rivolgeremo al Presidente della Repubblica.”