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    L’opposizione attacca su sepoltura Colonnello Fazio e manto stradale. Gaffe sulla Palestra Vitrioli  

    C’è una questione aperta che riguarda la degna sepoltura del Colonnello Cosimo Fazio, l’ufficiale dell’Arma e comandante dei vigili urbani di Reggio Calabria, stroncato nella mattina di ferragosto del 2013 da un malore improvviso mentre stava coordinando le attività di sbarco di un gruppo di migranti. Il consigliere di opposizione Pasquale Imbalzano in consiglio comunale solleva la problematica, che si trascina da lungo tempo, della realizzazione di una sepoltura presso il cimitero di Reggio Calabria che ancora non si realizza, privando così la memoria di quest’uomo nobile e la sua famiglia del giusto riconoscimento. Su questo interviene l’assessore ai Lavori Pubblici Angela Marcianò, che svela come vi sia, a sua parere, una strumentalizzazione della questione. L’assessore infatti racconta di avere avuto circa 8 incontri con la vedova del Colonnello Fazio, con i tecnici comunali ed anche con il Comandante provinciale dei Carabinieri, Falferi, durante i quali sono stati mostrati alla signora 7 varianti di progetto della struttura funeraria. “Nessuno di questi è piaciuto alla famiglia. Negli ultimi, ha spiegato la Marcianò, sono state attuate tutte le richieste di carattere spaziale (vogliono più di tre metri quadrati) e stilistico avanzate dai familiari. Gli uffici competenti hanno inviato tre mail di posta certificata per ottenere il consenso della famiglia per il trasferimento della salma, ma non è giunta alcuna risposta. Evidentemente vi è una strumentalizzazione della cosa”, ha concluso la Marcianò.

    Dopo Imbalzano interviene Giuseppe D’Ascoli per chiedere come mai, se le palestre cittadine pubbliche sono inagibili, lui le vede spesso aperte il sabato sera. Porta come esempio quella del Vitrioli, chiedendo lumi. Facile la risposta del sindaco e della maggioranza che ricordano come quella palestra, ove D’Ascoli non se ne fosse accorto, sia stata ristrutturata con i metodi costruttivi più innovativi e riconsegnata alla città. Dunque perfettamente agibile e utilizzabile. D’Ascoli, per giustificare il suo intervento, è costretto a chiamare in causa gli uffici comunali che non hanno saputo dargli i giusti chiarimenti.

    Infine Mary Caracciolo e Luigi Dattola, entrambi di opposizione, tirano in ballo i lavori di sistemazione del manto stradale cittadino, avviati con un finanziamento di manutenzione ordinaria di 195 mila euro. Con l’ordinario le buche possono essere solo tamponate. La bitumazione ex novo delle strade si può fare solo con interventi straordinari già programmati, ha spiegato Rocco Albanese, nel piano triennale. Ma è Falcomatà a ribattere con maggior forza, annunciando che sulla manutenzione stradale ci sono ottime novità. Oltre agli interventi già programmati, è stata individuata una specifica squadra di verifica che controllerà i lavori effettuati. “Presto presenteremo il piano per il rifacimento complessivo del manto stradale che comprende anche un intervento definitivo sui sottoservizi, con un sistema moderno che ci consentirà di non bucare più le strade per un decennio”  ha detto Falcomatà  “un’opera fondamentale per la ricostruzione del tessuto urbano, ma siamo convinti che ora sia il momento di uscire dalla logica dell’ordinario e saper andare oltre. Entrare nella prospettiva della programmazione significa non accontentarsi di rattoppare i buchi, ma progettare interventi definitivi, con un respiro più ampio e strategico. Già nel 2016 partiranno importanti lavori pubblici che coinvolgeranno praticamente tutti i quartieri della città: nuove strade, piazze e nuovi impianti sportivi. E poi lunedì saremo a Roma a discutere le opere del Decreto Reggio. Sembra un fatto ordinario ma non lo è, purtroppo, per una città dove i cantieri erano fermi e i progetti stagnanti da anni. Una volta rimodulato il piano, presenteremo il nostro disegno complessivo, secondo le priorità che ci siamo assegnati. Non più interventi a singhiozzo ma un impianto complessivo di opere inserite in un programma preciso e puntuale che cambierà il volto della città».

    Marina Malara