“Appresa la notizia che la Conferenza Stato-Regioni ha dato parere favorevole in maniera definitiva al decreto del governo Renzi per cui in Sicilia, ormai è certo, si dovranno realizzare almeno due termovalorizzatori siamo obbligati a dire, nonostante sia poco elegante farlo, lo avevamo detto”
“CapitaleMessina, infatti, è intervenuta varie volte nel passato, sulla problematica dello smaltimento dei rifiuti, sostenendo che, senza un mutamento di direzione politica a livello regionale e locale, si sarebbe potuti arrivare in tempi brevi, ad uno stato d’emergenza senza via d’uscita. E cosi è stato.”
“La situazione oggi è drammatica, la Sicilia è letteralmente sommersa dai rifiuti e nonostante questo, qualcuno continua a credere che la soluzione del problema possa consistere nell’incrementare la raccolta differenziata.”
“Sarebbe bello, ma è pura utopia. Infatti la realtà è che, in atto in Sicilia, il 90% dei rifiuti differenziati va a finire, comunque, in discarica, lasciando il problema in eredità alle future generazioni.”
“Questo perché manca una qualsiasi filiera del riciclo, cioè quella struttura industriale capace di trasformare i prodotti inorganici (vetro, carta, cartone, plastica, metalli etc.) in materie prime secondarie.”
“Concretamente, quindi, in questo momento storico, al di là delle posizioni ideologiche, l’unica alternativa alle discariche, che costituiscono il peggiore dei mali dal punto di vista ecologico, è costituito dai termovalorizzatori.”
“Bene fa, quindi, il Governo Nazionale ad intervenire direttamente per affrontare il problema, deliberando la realizzazione di due termovalorizzatori in Sicilia, esautorando, di fatto, il Governo regionale, e conferendo al soggetto attuatore poteri commissariali.”
“Crediamo auspicabile che si realizzino riciclando impianti industriali in dismissione, in modo da ridurre i tempi di realizzazione, con tecnologie a impatto ambientale minimo, e risultato non secondario, limitando la perdita di posti di lavoro.”
“Sull’argomento è utile aggiungere qualche riga per sfatare alcuni radicati luoghi comuni.”
“I termovalorizzatori sono presenti in tutte le città europee ed anche del nord Italia, e raramente si sente parlare dell’alto tasso d’inquinamento di città come Zurigo, Stoccolma, Amsterdam o Vienna, nelle quali operano.”
“Con le moderne tecnologie, infatti, a fronte della capacità di bruciare qualsiasi tipo di materiale, non emettono fumi, che vengono condensati e quindi trasformati dallo stato gassoso direttamente a quello liquido, senza quindi produrre le tanto temute particelle fini.”
“Tale processo, consente anche di recuperare, a fine trattamento, i metalli (ferrosi e non) e le ceneri di combustione, ormai inertizzate, che vengono comunemente usate come additivi nei cementi e negli asfalti.”
“E’ chiaro, però, che con due soli impianti non sarà possibile risolvere la situazione dei rifiuti siciliana; è quindi necessario che a seguito di questo primo intervento, che potrebbe assorbire la produzione di rifiuti di meno della metà della popolazione siciliana, si mettano in cantiere altri quattro termovalorizzatori di medie dimensioni per creare un servizio meglio diffuso sul territorio e capace di assorbire anche il trattamento del materiale proveniente dalle discariche esistenti che per essere correttamente bonificate necessiterebbero la completa asportazione di quanto depositato e la riqualifica del sottostante terreno di contatto.”
“A lato di questa attività industriale, i comuni dovrebbero predisporre una raccolta differenziata semplificata, separando l’organico dall’inorganico, evitando di realizzare complicatissimi e costosissimi piani di raccolta differenziata molto spinta che può dare buoni risultati in eco-villaggi, ma meno in città con pretese metropolitane.”
“Inoltre si dovrebbero attivare tutti quei sistemi utili allo smaltimento dei prodotti organici che possono andare dall’incentivazione all’uso di compostiere familiari, condominiali o di quartiere alla realizzazione e alla gestione di impianti di bio-stabilizzazione.”
“Ma, soprattutto, consideriamo cruciale riuscire ad implementare tutte le iniziative che consentano la riduzione della produzione del rifiuto, partendo dall’educazione alla gestione responsabile dei rifiuti, che coinvolga, con una vera rivoluzione culturale, tutti i cittadini, ad iniziare dalle giovani generazioni nelle scuole.”




