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Agape, Nasone: “La Regione approvi una legge per le madri sole in difficoltà”

17 Febbraio 2016
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Agape, Nasone: “La Regione approvi una legge per le madri sole in difficoltà”

di Mario Nasone* – Sta arrivando la data dell’8  marzo, giornata internazionale per i diritti delle donne. Approvare una legge che  vada incontro a quella parte dell’universo femminile che vive una condizione di forte disagio sociale sarebbe un bel segnale per la regione calabria. L’occasione per concretizzare questa attenzione  può essere quella di approvare in via definitiva la proposta di legge sui nuclei mono genitoriali in difficoltà, già approvata nel mese di Giugno 2015  dalla Terza Commissione Consiliare all’unanimità. E’  questo l’appello che il Centro Comunitario Agape e la Camera Minorile di Reggio Calabria hanno fatto nei giorni scorsi  alla Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria. Contestualmente è stata chiesta audizione alla Commissione Bilancio dove è in attesa di essere esaminata la proposta di legge n. 17/x sui nuclei mono genitoriali in difficoltà. In Calabria secondo i dati dell’ultimo censimento Istat i nucleo mono-genitoriali composti  nella stragrande maggioranza da madri con figli minori erano circa 30.000. Un  dato che si presenta in continuo aumento Un pianeta quello della donna in difficoltà complesso e poco conosciuto che si rivolge ai servizi per chiedere  una casa,un  lavoro, un sostegno,non ricevendo risposte. Donne di età e situazioni personali diverse, accomunate dal fatto di crescere i figli senza avere un compagno accanto. Donne vittime di violenza e accolte in centri ma con il problema del dopo, vedove, separate, oppure divorziate o nubili, ragazze madri, tutte con uno o più’ figli minori. Volti che raccontano storie di una di una povertà’ ancora nascosta, invisibile. Dalla straniera con una ha una bambina autistica e con altri due figli minori, da chi vive con tre figli in un alloggio-parcheggio senza acqua e luce, da chi ha vissuto nel lavoro mobbing, ricatti, sfruttamento, molestie sessuali e discriminazioni di chi vede nella donna sola una facile preda. Non prevista da nessuna legge regionale,ma in crescita il numero delle madri sole, di chi deve crescere un figlio senza avere un compagno con il quale condividere responsabilità’, donne che hanno detto no all’aborto accettando coraggiosamente una maternità difficile. Un mondo di fatto invisibile,  composto da donne di tutte le età con uno o più figli minori, che chiede alla politica ascolto, attenzione, rispetto e un supporto alla rimozione delle cause del loro  disagio psico-sociale che si ripercuote pesantemente sulla vita e sul benessere dei minori. In Italia solo la Regione Veneto si è dotata di una legge regionale in grado di recepire e prevedere servizi e opportunità d’integrazione lavorativa e sociale per questa categoria particolarmente fragile. Al  Consiglio regionale della Calabria,in concomitanza con la ricorrenza dell’8 Marzo, evento che ricorda le discriminazioni e le violazioni dei diritti delle donne, si presenta la possibilità di dotarsi di una normativa in grado  di dare una risposta organica a questa povertà al femminile  superando la logica assistenzialistica,attraverso interventi tesi a garantire una situazione di maggior tranquillità socio-economica a queste donne coraggiose che hanno detto sì alla vita ed  ai loro figli evitando così anche  possibili allontanamenti giudiziari dal loro nucleo familiare d’origine. Una legge che sarebbe auspicabile avesse una adeguata dotazione finanziaria,attingendo anche ai fondi comunitari del programma 2014-2020, approvata da tutte le forze politiche presenti in Consiglio che si ritroverebbero così uniti dalla scelta di stare concretamente dalla parte di tutte quelle donne che vivono una particolare condizione di fragilità per garantire loro  condizioni di vita idonee per svolgere il ruolo genitoriale e potere condurre un’esistenza dignitosa.

*Centro Comunitario Agape

 

 

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