“Il Corpo dei vigili urbani di Reggio Calabria non può rimanere ancora senza il Comandante”. Lo scrive in una nota la Cgil che ha aggiunto come “l’esigenza è emersa nel corso di una partecipata assemblea,tenutasi presso la sede del Corpo della polizia municipale di Reggio Calabria, organizzata dalla segreteria provinciale FP CGIL, a cui hanno partecipato Alessandra Baldari (segretaria comprensorio FP-CGIL Reggio-Locri), Stefano Bianchi (coordinatore nazionale FP CGIL dei VV.UU), Riccardo Barbucci (Dirigente sindacale), Pasquale Marra (RSU comune Reggio).
La mancanza di una figura di coordinamento (considerando che ci sono tre tipologie di servizi: comando centrale, territoriale e operativo) e la carenza di personale peggiorano la qualità dei servizi offerti alla cittadinanza. Dai numeri forniti nel corso dell’incontro, 173 vigili, 13 ufficiali e un vicecomandante, emerge che il corpo è attualmente sottorganico, anche considerando che a livello operativo ci sono solo un centinaio di vigili, in quanto gli altri sono stati dichiarati inidonei.
Parecchie delle criticità segnalate troverebbero soluzione con il rinnovo del contratto nazionale, altre con la rivisitazione del contratto decentrato al fine di riconoscere le giuste indennità a chi presta la propria attività lavorativa in questo delicato settore.
Per quanto riguarda la copertura del posto di comandante ed in generale per tutti i posti dirigenziali vacanti, la FP CGIL rappresenta all’Amministrazione l’obbligatorietà di effettuare una ricognizione interna e solo nel caso in cui la professionalità richiesta non sia rinvenibile nei propri ruoli può procedere al conferimento a soggetti esterni, per come, per altro, previsto dalla normativa vigente (in particolare, l’art. 19 comma 6 del d.lgs. 165/2001).
Infatti, l’utilizzazione di tale strumento legislativo comporterebbe da una parte la possibilità di conferire gli incarichi in questione a personale interno dotato dei requisiti richiesti e in possesso della necessaria professionalità, facendo prevalere in tal modo la logica della meritocrazia, e dall’altra consentirebbe un notevole contenimento dei costi, in linea con i principi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa”.




