• Conferenza arresti 'ndrangheta a Reggio

    ‘Ndrangheta – Operazione “Apegreen Drug” (I DETTAGLI)

    Le indagini concluse dai poliziotti della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Operativo hanno portato alla luce l’esistenza di un vasto traffico di cocaina, con proiezioni internazionali, promosso, organizzato e diretto da affiliati alla potente cosca di ‘ndrangheta dei Commisso, sotto la direzione ed il controllo del boss Giuseppe Commisso, alias “u mastro” classe 1947, attualmente detenuto, in regime di carcere duro, a seguito dell’arresto operato dalla Polizia di Stato nel 2010, nell’ambito dell’operazione antindrangheta denominata “Crimine”, per cui ha riportato una condanna in secondo grado a 14 anni di reclusione per associazione mafiosa. Commisso è stato anche condannato il 20 gennaio scorso a 20 anni di reclusione per le attività di infiltrazione in alcuni appalti pubblici, con sentenza pronunciata ad esito del processo con rito abbreviato, scaturito dall’operazione “La morsa sugli appalti pubblici” eseguita dalla Polizia di Stato nell’estate del 2014.

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    Le intercettazioni alla base dell’inchiesta

    L’inchiesta si basa principalmente sugli elementi di prova acquisiti dalle intercettazioni ambientali eseguite all’interno della lavanderia Apegreen di Siderno (RC) all’interno della quale erano state captate numerose conversazioni di Giuseppe Commisso “U Mastru”, con altri influenti esponenti della ‘ndrangheta calabrese. Un inarrestabile flusso di notizie fuoriuscito da quel che era considerato un riparo segreto della cosca, la lavanderia Apegreen, un versamento continuo di informazioni che, in molti casi, hanno ridisegnato la storia della ‘ndrangheta portando alla luce le sue innovazioni criminali determinate soprattutto dall’avvento del traffico di sostanze stupefacenti con l’America, un’attività che, in breve, avrebbe cambiato integralmente la fisionomia e l’essenza delle cosche calabresi ed in particolare di quella dei Commisso .
    Giuseppe Commisso , forte della sua rilevante posizione criminale in seno alla ‘ndrangheta, controllava e gestiva, dalla suddetta base operativa, un remunerativo traffico di sostanze stupefacenti.

    Operazione Apegreen DrugL’aiuto dei Pesce di Rosarno

    I dialoghi intercettati hanno messo in luce, in modo inequivoco, singole trattazioni di sostanze stupefacenti poste in essere con la costante intermediazione dello stesso Giuseppe Commisso , che ha praticamente monopolizzato questa specifica attività illecita nel territorio controllato dalla cosca, con l’apertura di canali internazionali per l’approvvigionamento della cocaina dal Sud America, precisamente dal Venezuela, in sinergia con esponenti di spicco della potente cosca Pesce di Rosarno (RC) influente sul Porto di Gioia Tauro.

    Il boss Giuseppe Commisso era attivamente aiutato nelle attività di narcotraffico da alcuni sodali dell’organizzazione, tra i quali spiccano, per importanza criminale ed il ruolo svolto, Cosimo Pezzano e Claudio Spataro, ma anche Giovanni Galluzzo e Marco Macrì, figlio del defunto Vincenzo detto “U baruni”.

    I principali collaboratori di “U mastru”

    Cosimo Pezzano e Claudio Spataro erano i principali luogotenenti di Giuseppe Commisso “u mastru”, per conto del quale trasportavano e consegnavano agli acquirenti le partite di droga; curavano i rapporti con importanti esponenti di altre organizzazioni criminali, finalizzati all’acquisito di sostanza stupefacente, fra cui il camorrista Francesco Fattoruso; indirizzavano l’attività di altri sodali, fra i quali Pietro Surace e Gian Luca Castagna.

    Operazione Apegreen DrugNel corso delle indagini sono stati documentati la cessione di un chilogrammo circa di cocaina (al prezzo di 41.000,00 euro) da Commisso Giuseppe – tramite Cosimo Pezzano e Claudio Spataro – a Luigi Fazari di San Giorgio Morgeto (RC); il coinvolgimento di un esponente di spicco del clan dei Pesce di Rosarno, Domenico Arena (cognato di Vincenzo Pesce) che veniva interpellato dal Mastro per organizzare l’importazione, in un container, di un carico di sostanza stupefacente dal Venezuela, con scalo al porto di Genova; le modalità per far arrivare partite di droga al porto di Gioia Tauro.

    Il ruolo di broker della droga svolto dall’Arena per conto della potente cosca Pesce di Rosarno (RC) è suffragato da alcune formidabili intercettazioni ambientali captate all’interno della lavanderia Apegreen, laddove egli riferiva a Giuseppe Commisso di avere avuto la disponibilità di un grosso quantitativo di sostanza stupefacente, circa cento chilogrammi, che aveva venduto a 39.000 euro al chilogrammo e di avere ricevuto, complessivamente, per tale vendita, somme di denaro che si aggiravano tra i 500 ed i 700 mila euro.

    Nell’ottobre del 2013, gli investigatori della Polizia di Stato reggina, nel prosieguo delle attività di indagine coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, hanno arrestato Vincenzo Genise, colto in flagranza mentre trasportava un chilogrammo circa di cocaina (978 grammi), rinvenuta dai poliziotti, ben occultata, all’interno della sua autovettura Suzuki Vitara.

    Le intercettazioni video consentivano di accertare che il fornitore della droga sequestrata al Genise era Claudio Spataro.

    Le banconote contraffatte

    Operazione Apegreen DrugGiuseppe Commisso è altresì indagato, in concorso con un correo, di detenzione e di banconote contraffatte di taglio imprecisato.

    Fra i soggetti colpiti dal provvedimento restrittivo figurano anche Rocco De Masi e Giuseppe di Gioiosa Jonica (RC), con l’accusa di aver venduto ed acquistato, per conto del sodalizio criminale diretto da Giuseppe Commisso, ingenti quantitativi di sostanza stupefacente Si tenga conto che i suddetti De Masi sono rispettivamente fratello e nipote di Giorgio De Masi, alias “u Mungianisi”, arrestato, dopo un periodo di latitanza a Torino, in quanto ritenuto il capo locale di Gioiosa Jonica, secondo quanto emerso nell’ambito dell’operazione “Il Crimine”.

    In forza delle risultanze acquisite nel corso delle indagini condotte dalla Polizia di Stato è stato possibile stabilire la continuità e l’assiduità dei rapporti tra i sodali, evidenziati dai numerosi contatti tra di loro, la materiale partecipazione alla fase esecutiva dei numerosi reati scopo portati a termine, l’elaborazione e l’adozione di un linguaggio convenzionale comune e, infine, un luogo unico di incontro tra i partecipi, ovvero la lavanderia Apegreen di Giuseppe Commisso, elementi questi dotati della gravità indiziaria che è stata ritenuta idonea a suffragare la contestazione associativa agli indagati, con i seguenti ruoli

    Le precedenti operazioni

    L’odierna operazione di polizia s’inserisce nel quadro dell’azione di contrasto alla ‘ndrangheta operante nel mandamento jonico della provincia di Reggio Calabria ed è, in particolare, finalizzata alla disarticolazione della potente cosca Commisso di Siderno, attiva in Italia, Europa ed in Canada.

    Essa rappresenta la prosecuzione delle precedenti operazioni eseguite dalla Polizia di Stato sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria passate alla cronaca con il nome convenzionale di “Crimine” (2010), “Recupero- Bene Comune” (2010), “La Falsa politica” (2012), “La Morsa sugli Appalti” (2014) “Acero-Crupi” (2015) che hanno colpito la cosca Commisso nelle sue diverse articolazioni territoriali ed internazionali.