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    Ministero e Regione promuovono l’inserimento lavorativo dei migranti rifugiati

    di Marina Malara – Inside– INserimento Integrazione NordSud inclusionE. E’ questo il nome del progetto per l’inserimento socio-lavorativo di fasce vulnerabili di migranti  presentato presso la sede di Reggio Calabria di Azienda Calabria Lavoro da Rodolfo Giorgetti di Italia Lavoro, Responsabile area Immigrazione, Davide Giletto Responsabile progetto Inside, referente Sprar Villa San Giovanni e dall’Assessore Regionale al Welfare , scuola, lavoro e politiche giovanili Federica Roccisano. E’ finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso Italia Lavoro Spa, con il Fondo Nazionale Politiche Migratorie, con l’obiettivo di promuovere, su tutto il territorio nazionale, azioni per favorire l’inserimento socio-lavorativo di persone titolari di protezione internazionale, accolte nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (“SPRAR”). Le risorse destinate al finanziamento delle doti individuali sono pari a 3.700.000 euro a valere sul Fondo Politiche Migratorie – Anno 2013. L’Avviso prevede il riconoscimento di 672 “doti individuali di inserimento socio-lavorativo” per la costruzione di percorsi individualizzati e l’erogazione di un mix di servizi e misure di politica attiva del lavoro finalizzati a qualificare le competenze e favorire l’occupazione, anche in mobilità territoriale. “La Regione Calabria e il mio assessorato stanno interloquendo molto con il Ministero, ha spiegato l’assessore regionale Roccisano, e poiché i comuni Sprar nella nostra regione sono tantissimi, abbiamo pensato di farci megafono di questa iniziativa nazionale. Il Ministero sostiene le nostre iniziative, dunque noi sosteniamo le sue per dare maggiori risposte alle necessità del territorio.  I comuni calabresi possono offrire di più ai migranti, oltre alla sola accoglienza. Con questo bando diamo queste risposte: integrazione socio-lavorativa, progetti dedicati ai migranti che partano anche dalla rivalutazione delle attività che possono essere praticate nelle nostre aree”.