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    Hamil Mehdi marocchino_arrestato_foto terrorismo Luzzi

    Il marocchino arrestato per terrorismo si difende: l’Isis non c’entra “Solo curiosità”

    “Non sono entrato in nessun sito. Ho solo visionato dei video su youtube per pura curiosità”. E’ quanto ha dichiarato Hamil Medhi, il marocchino arrestato a Luzzi, provincia di Cosenza, per auto-addestramento ai fini di terrorismo internazionale, nel corso dell’interrogatorio di garanzia cui è stato sottoposto, per rogatoria, dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cosenza, Salvatore Carpino.

    “Sono andato in Turchia per pregare nella più grande moschea. Ma sono andato proprio in Turchia perché quella era la più vicina ed accessibile dal punto di vista economico”.

    “Gli unici contatti telefonici – ha aggiunto – sono quelli con mio cugino in Belgio perché cercavo di ndare in quel Paese per trovare lavoro. Poi mio cugino mi ha detto che la situazione lavorativa era come quella dell’Italia ed a quel punto sono rimasto con la mia famiglia”.

    Ad assistere Medhi il suo difensore, l’avvocato Francesco Porto.

    “Consultando Youtube – ha aggiunto il marocchino nel corso dell’interrogatorio – appaiono molte immagini relative ai conflitti in corso ed io mi sono soffermato a guardarli. Ma voglio ribadire che la mia era solo curiosità“.

    L’interrogatorio di Hamil Medhi, svoltosi a Cosenza, è durato poco più di venti minuti al termine del quale il difensore ha chiesto la revoca della misura cautelare. Il legale ha chiesto anche che vengano sbloccati i colloqui del suo assistito con i familiari.

    “Ho chiesto la revoca della misura cautelare – ha detto l’avvocato Porto – e lo sblocco dei colloqui con i familiari. Ma quello che tenevo a precisare è che la normativa applicata nei confronti del mio assistito è molto pericolosa. Sono norme che limitano la libertà di culto e che vanno a punire non un reato ma l’intenzione di una persona”.