Il Sindaco Falcomatà chiarisce subito che quella di Ardizzone in città non è una missione di pace. “L’incontro era già concordato e poi non c’è alcun bisogno di far pace con chi, con noi, ha ottimi rapporti istituzionali, visto che abbiamo remato tutti verso la stessa direzione rispetto alle voci fuori dal coro sulle quali, ironizza Falcomatà, è meglio mettere una ‘crocetta’ sopra”. Falcomatà, seduto accanto al presidente dell’ARS Ardizzone, parla di un passaggio storico epocale per le due sponde dello Stretto che fa il paio, anche, con quel percorso che si vuole portare avanti per far sì che lo Stretto venga riconosciuto come patrimonio universale dell’UNESCO. Solo qualche mese fa, in mezzo al mare, si svolse quella che fu soprannominata Giunta Congiunta, tra le due amministrazioni dirimpettaie, evento durante il quale si firmò un protocollo d’intesa sulle politiche comuni di sviluppo. Un protocollo che adesso comincia a mostrare ricadute concrete nei rapporti istituzionali e che hanno portato a mettere un ulteriore tassello per la continuità territoriale, come il servizio ChiamaBus di collegamento tra le due sponde. “Oggi la giornata è epocale perché celebriamo la nascita di un’unica autorità portuale dello Stretto, la più grande d’Italia che noi abbiamo subito accolto con grande positività”, ha aggiunto il sindaco reggino.” Le prospettive sono straordinarie e le polemiche, seppur minoritarie, sono strumentali. Fa un po’ paura a qualcuno che finalmente le istituzioni mettano da parte il campanilismo e creino qualcosa di concreto e funzionale allo sviluppo non soltanto di queste aree, ma di tutta l’Italia. Questa nuova autorità portuale dello Stretto sarà in grado di competere con le due dorsali di Trieste e di Genova ma anche con i porti del Nord Europa e con quelli del sud del Mediterraneo. L’atteggiamento mostrato da Crocetta somiglia tanto ad una resa. Noi invece abbiamo l’ambizione di creare ponti e non muri. E a proposito di ponte, bisogna valutare la realizzazione di un sistema di trasporti di collegamento tra Reggio e Messina migliore di quello attuale. Il problema non è ponte si o ponte no. Bisogna ragionare insieme sulle opportunità più idonee al miglioramento delle condizioni di attraversamento”.
Marina Malara





