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Crotone – Confartigianato: ‘Credito, nel 2015 la crescita delle sofferenze concentrata negli affidi superiori a 500.000 euro’

27 Gennaio 2016
in CITTA, Crotone
Tempo di lettura: 3 minuti
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”Nell’incontro in programma  oggi del ministro Padoan con la Commissaria europea per la Concorrenza Margrethe Vestager in merito al provvedimento finalizzato a neutralizzare il peso sull’economia delle sofferenze bancarie, con un meccanismo che consenta agli istituti bancari di smobilizzare dei crediti deteriorati; in discussione con la Commissione la tipologia dell’intervento pubblico per facilitare la creazione di un mercato per questo tipo di attività, il quale, però, non dovrà creare distorsioni della concorrenza sul mercato del credito”.E’ quanto ha dichiarato Salvatore Lucà segretario Confartigianato – direttore centro studi Pitagora. ”Il peso delle sofferenze attualmente in Italia, rilevato da uno studio esaustivo di Confartigianato Imprese,  è più elevato nel Mezzogiorno, arrivando al massimo del 24,3% nelle Isole, seguito dal 22,9% del Sud; per il Centro si scende al 20,2% per il Nord Est al 14,6% e nel Nord Ovest al minimo del 13,3%. In Italia si registra Il confronto Italia-Ue che dovrebbe tenere conto dell’ impatto nullo sul bilancio dello Stato italiano degli aiuti alle banche, a fronte di un costo fiscale netto che tra il 2008 e il 2014 in Eurozona è stato di 473 miliardi di cui la metà (49,2%) in Germania, che vorrebbe continuare a fare solo i propri interessi.
A giugno 2015 a fronte di crediti bancari ad imprese e famiglie per 1.532,4 miliardi di euro, si registrano crediti deteriorati per 348,9 miliardi, pari al 22,8% del credito totale, e tra questi le sofferenze raggiungono i 204,6 miliardi, pari al 13,4% dei crediti; il tasso di copertura delle sofferenze – dato dall’ammontare delle rettifiche di valore in rapporto alla corrispondente esposizione lorda – è del 58,7%.
La comparazione europea proposta nel  Report 2015 pubblicato lo scorso 18 gennaio evidenzia che nel 2014 la quota di prestiti deteriorati in Italia è del 15,8%, superiore al 6,9% della Spagna, al 3,6% della Francia, e al 2,5% della Germania. Nell’ultimo anno la crescita della quota  è di 2,9 punti, superiore all’aumento di 0,7 punti in Germania mentre in Francia e Spagna la quota  è scesa di 1 punto. Secondo il report della Commissione europea per l’Italia la quota di crediti inesigibili nel settore bancario potrebbe rappresentare una fonte importante di rischi di passività a breve termine mentre non appaiono significativi rischi di stress fiscale di breve periodo, sebbene alcune variabili.
Sulla base dei dati per classe di grandezza della sofferenza rilevato dal Bollettino statistico di Banca d’Italia pubblicato venerdì scorso si osserva che al III trimestre 2015 il 70,3% delle sofferenze nette – al lordo delle svalutazioni e al netto dei passaggi a perdita eventualmente effettuati – si concentra sopra i 500.000 euro, e si riferisce al 4,7% degli affidati, con un valore medio di 2,2 milioni di euro, maggiormente compatibile con il taglio del finanziamento di medie e grandi imprese. Sotto tale soglia troviamo il 95,3% degli affidati in sofferenza che rappresentano solo il 29,7% dell’importo, con un valore medio di 46mila euro. Nell’ultimo anno la crescita delle sofferenze è pressoché interamente (91,8%) concentrata negli importi superiori a 500.000 euro.
Anche il tasso di decadimento dei finanziamenti per cassa al III trimestre 2015 – rapporto tra il credito dei soggetti entrati in sofferenza nel trimestre e il totale del credito non in sofferenza – tende a crescere all’aumentare della dimensione del finanziamento bancario.
Considerando i prestiti al totale delle imprese, al III trimestre 2015 l’incidenza delle sofferenze è pari al 16,8%; una maggiore incidenza, pari al 27,6%, nelle Costruzioni, segue con il 16,4% il Manifatturiero e con il 13,9% il comparto dei Servizi ad altri.
Come volevasi dimostrare l’incidenza maggiore delle sofferenze sono causate dai grandi affidamenti non certo dalle famiglie, artigiani, pmi e partite iva in generale che hanno difficoltà anche per un piccolissimo finanziamento di 5000 euro. Il 5% dei grandi imprenditori è causa delle sofferenze in atto nel nostro sistema creditizio  e se non si mette fine una volta per tutte a questo modo anomalo  di fare si rischia di far scomparire un tessuto produttivo rappresentato dal mondo dell’artigianato e delle piccole e media imprese e da migliaia di dipendenti. Non è più possibile sopportare questo stato di cose, il sistema finanziario ha il dovere di sostenere concretamente il nostro tessuto produttivo e le famiglie, questi numeri confermano invece che le nostre banche operano fuori dalla realtà in simbiosi con un mondo imprenditoriale che non è il nostro. Poi se si vuole favorire e concedere credito ai soliti noti, facciano pure, però dobbiamo certo denunciare cosi facendo la mancanza di etica del sistema finanziario  che concede credito ad aziende che hanno sedi all’estero e li pagano le tasse. Un vero paradosso garantito da chi dovrebbe controllare e invece è, per mancanza proprio di  controllo da parte della Consob e Banca d’Italia, causa della vicenda Banca Etruria e compagnia. Noi attendiamo determinazioni risolutive sia per il credito che per la tassazione, in caso contrario ognuno si assumerà le proprie responsabilità nei confronti delle famiglie e piccole imprese relegati forzatamente a vivere ormai quasi in povertà e ai margini della nostra Società. ”

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