Il primo, da presidente della Commissione, l’altro da beneficiario. Si sarebbero resi responsabili di un comportamento illegittimo, rendendo irregolare un concorso per un posto da ricercatore all’interno dell’Università Mediterranea.
Per questo motivo il Tribunale di Reggio Calabria ha condannato il professore Attilio Nesi e l’architetto Francesca Giglio, ad un anno di reclusione.
Una sentenza emessa concedendo il beneficio della sospensione della pena e la mancata menzione nel certificato del casellario giudiziale.
Nesi risultava legato all’architetto, poichè il padre della stessa, in qualità di dirigente comunale, lo aveva incaricato di essere il progettista di Piazza De Seta nel centro della provincia di Cosenza.
Ma, soprattutto, nell’ambito dello stesso incarico aveva scelto proprio Francesca Giglio come collaboratrice, dato che il bando chiedeva che, per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani architetti, nel gruppo di professionisti fosse presente una persona iscritta all’ordine da meno di dieci anni.
Nesi, secondo i giudici, avrebbe dovuto astenersi dal giudizio per il concorso, visto il legame. Non mancano, inoltre e a parer del Tribunale, dei giudizi troppo magnanimi e una sovrastimazione dei titoli presentati dalla Giglio.
E’ stato inoltre disposto un risarcimento di ventimila euro alla parte civile, Vincenza Maria Nicosia.






