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    Arresto latitanti, De Raho: “Territorio liberato, ritorna la democrazia”

    Coraggio e fermezza di intervento, senso dello stato elevatissimo. Parole di grande elogio sono state usate nei confronti degli uomini della Polizia di Stato che hanno compiuto l’operazione di arresto dei latitanti Crea e Ferraro, da parte di tutti. Orgoglio e soddisfazione è emerso nelle parole del questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi,  e del procuratore capo della Dda reggina, Federico Cafiero de Raho. “Il territorio è stato liberato da questi due pericolosi latitanti, invito le persone a farsi avanti e collaborare per far luce sui loro crimini, come l’omicidio di Francesco Maria Inzitari, ha detto De Raho, l’arresto dei due latitanti dimostra per l’ennesima volta la profonda sinergia fra la Dda di Reggio Calabria e la Polizia di Stato, in particolare la Squadra Mobile e lo Sco. È questo rapporto di massima collaborazione ad assicurare l’arrivo di risultati come quello di oggi”. La ‘ndrangheta purtroppo si muove con forza, ha proseguito il procuratore, e ci vuole la reazione adeguata dello Stato che si è ben manifestata in questa operazione pianificata momento per momento. Intercettazioni ambientali e telefoniche, pedinamenti, video riprese, tutto è durato oltre un anno ma è stato fatto molto lentamente per avere migliori risultati. De Raho elogia inoltre l’enorme impermeabilità dell’operazione, della quale nulla è trapelato fuori durante la fase investigativa, al contrario di quanto successo in passato quando alcuni collusi hanno fatto uscire informazioni.

    Il procuratore aggiunto Gaetano Paci ha voluto evidenziare due aspetti fondamentali. Il primo riguarda il metodo dell’operazione che ha portato alla cattura dei due pericolosissimi latitanti che erano pienamente operativi e armati. “Un’operazione da manuale, ha detto ancora Paci, pura operazione di Polizia Giudiziaria concordata in tutte le fasi essendo in corso da diversi mesi. Operazione da stato di diritto con l’applicazione delle  regole. Solo cosi si possono prendere i latitanti anche se in passato sono state fatte cose diverse”. In secondo luogo Paci fa un’annotazione di merito, in quanto nel territorio dove i due sono stati catturati non vi erano più le condizioni minime di democrazia che ora possono essere ripristinate. Anche Andrea Grassi dello Sco ha evidenziato il lavoro puro di investigazione tradizionale che p stato fatto, lavoro di fatica, di pedinamenti e intercettazioni che si è concluso solo grazie alle straordinarie capacita del personale che ha operato. “Mentre eravamo lì, abbiamo capito quanto era pericoloso ma abbiamo superato tutto grazie al coraggio. Noi siamo onorati di lavorare per questa città, questa questura e questa procura” ha concluso Andrea Grassi, visibilmente soddisfatto.

    Marina Malara