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Saverio Strati ricordato da Nuovo Giangurgolo e Anassilaos

1 Dicembre 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 4 minuti
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A circa un anno e mezzo dalla morte di Saverio Strati, lo scrittori muratore che il 16 agosto del 1924 nacque a Caraffa del Bianco in provincia di Reggio Calabria e morto a Scandicci di Firenze il 9 aprile del 2014, all’età di 90 anni, è stato ricordato a Reggio Calabria.
Un progetto ben articolato dal titolo: “Teatro per la legalità-Omaggio a Saverio Strati”, voluto dall’Associazione Culturale “Nuovo Giangurgolo” e dall’Associazione Culturale “Anassilaos”, con il Patrocinio morale della Provincia, Assessorato alla Cultura e alla Legalità, del Comune di Reggio Calabria, Assessorato alla Cultura ed il contributo della Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni e di alcuni esercizi commerciali locali.
La manifestazione si è articolata in tre giorni. Rappresentazione teatrale del dramma in due atti “I Polifroni-storia di una ricca famiglia reggina” di Oreste Arconte, tratto dal romanzo “La Conca degli Aranci” di Strati, messo in scena dalla compagnia amatoriale “La Bottega Teatrale di Giangurgolo” .
Giovedì 26 mattina, al Teatro sullo Stretto di Reggio TV, l’opera è stata rappresentata ad una rappresentanza di studenti dell’Istituto Commerciale “Piria”, del Magistrale “Gulli”, del Liceo Scientifico “Volta”, del Convitto “Campanella” e dell’Accademia di Belle Arti” di Reggio Calabria e dell’Istituto Commerciale “Nostro”, di Villa S. Giovanni. Presente l’assessore provinciale Eduardo Lamberti Castronovo che ha sottolineato il valore della cultura per il riscatto etico e morale della Calabria. Inoltre, ha ribadito l’importanza dell’iniziativa privata nel settore della cultura. Il Teatro sullo Stretto, messo gratuitamente a disposizione dell’iniziativa e a servizio della città è un esempio concreto. La sera successiva, venerdì 27, l’opera è stata replicata su inviti per un pubblico adulto. Presente l’assessore ai LL.PP., Angela Marcianò, che ha annunciato, l’approvazione del finanziamento della Giunta Comunale di Reggio, di 2 milioni e 300 mila euro, per il completamento del cineteatro di Gallico .
La trama racconta la Reggio Calabria degli anni cinquanta è lo sfondo storico ed insieme mitico delle vicende di una ricca famiglia di proprietari terrieri incarnata dalle figure di don Enzino, della sua giovane moglie Peppina, già serva in casa Polifroni che il signorino sposa in seconde nozze, e dei suoi tre figli: Andrea, frutto del precedente matrimonio, Giulio seminarista e il piccolo Tony.
Le storie personali di questa famiglia si intrecciano con gli eventi storici e sociali di quegli anni, lasciando intravedere una complessa rete di affetti e di inganni che, mantenuta in equilibrio proprio dall’anziano padre di famiglia, è destinata a sfasciarsi per lasciare il passo a un progresso ancora più oscuro e spregiudicato.
Il giovane Andrea, erede della borghesia terriera, ammaliato dai facili guadagni, abbandonerà le vecchie radice economiche contadine e con gli appoggi della malavita locale, e dei poteri occulti, intraprende la carriera politica e l’attività economica fondata sullo sfruttamento edilizio del territorio.
Due ore di rappresentazione seguiti da un pubblico attento, grazie alla storia accattivante e ben intrecciata dove si alternavano scene fortemente drammatiche con altre più leggere che, per la brillante caratterizzazione dei personaggi, a tratti, ha saputo strappare un compiaciuto sorriso. Insomma, bravi tutto il cast degli attori per la buona interpretazione e per aver tenuto, dall’inizio alla fine, tempi, ritmo e caratterizzazione del personaggio. Molto bravo Nuccio Di Vaio nella parte di Don Enzino Prolifoni e Gisella Rescigno, nella parte di Donna Peppina, sua moglie. Due coprotagonisti che dal primo all’ultimo istante hanno tenuto la scena con grande abilità. Altrettanto bravo e naturale Fortunato Liotta, nel ruolo di Andrea, figlio di primo letto di don Enzino. Disinvolta ed espressiva Caterina Rescigno, nel ruolo di Annina, figlia di Rocco Pacebene, fratello di Donna Peppina. Ben caratterizzati sono stati i personaggi di Rocco Pacebene, ,ndranghitista, fratello di Donna Peppina, interpretato da Pino Cambera, Zio Masino, detto Cicalino, interpretato da Nino Benestare e Donna Micuzza, interpretato da Anita Scordo. Infine, la grande rivelazione del giovane Gabriele Polito, nel ruolo di Tony, figlio di Peppina e don Enzino. La regia è stata curata da Oreste Arconte, I costumi da Alice Muccini Grilletti, la scenografia da Larysa Sorokina e Alessia Ranieri, le musiche da Maurizio Bascià. Aiuto regia, Claudia Femia e Antonio Buffon, direttore di scena, Loredana Brianti, segretaria di produzione, Debora Buta, aiuto scenografo, Lucio Pavone.
Sabato 28 novembre, si è svolto presso la Sala Conferenze di Palazzo “Corrado Alvaro” della Provincia di Reggio Calabria, il convegno dal titolo: “Le Trasformazioni Sociali nell’Opera di Saverio Strati”. Ha portato i saluti il consigliere comunale Francesco Gangemi, in rappresentanza dell’assessore alla cultura del comune di Reggio, Patrizia, Nardi, in Usa per presentare un documentario sul nostro ed esclusivo oro verde: il bergamotto. Moderati da Stefano Iorfida, Presidente dell’Associazione “Anassilaos”, hanno preso la parola, Oreste Arconte, a nome dell’Associazione Culturale “Nuovo Giangurgolo, in sostituzione del presidente, Antonio Trapani Lombardo, assente per impegni famigliari, Domenico Nunnari che ha presentato un originale documentario Rai realizzato a Firenze in occasione dell’uscita del romanzo “La Conca degli Aranci”. Si tratta di una intervista che Nunnari ha fatto nel 1987 tra Scandicci e Firenze allo scrittore reggino dal titolo “Saverio Strati a Firenze con il cuore in Calabria”. Ha chiuso la professoressa Francesca Neri, con una entusiasmante relazione dal titolo: “Pregi e difetti della Calabria nella narrativa di Saverio Strati”. In questa stessa giornata si è aperta la Prima edizione del Premio Letterario, Figurativo, Musicale e Audiovisivo “Tecentosessanta Gradi”, un concorso multimediale rivolto agli alunni degli Istituti di secondo Grado della città di Reggio Calabria che ha come tema “Le trasformazioni sociali nelle opere di Saverio Strati”. Nel corso del dibattito, si è lanciato l’appello agli Enti Locali e agli editori calabresi di ripubblicare i romanzi di Strati in Calabria e diffonderli in tutte le scuole della nostra regione. Da molti anni ormai, le opere di Saverio Strati sono introvabili, da quando la Mondadori ha smesso inspiegabilmente di pubblicarli e tolti dal suo catalogo. Saverio Strati con sue opere deve continuare a vivere nella memoria dei calabresi. Per volontà dell’assessore E. Lamberti Castronuovo, una Sala del Palazzo della Provincia sarà intitolata a Saverio Strati.

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