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    Reggio, la Dia confisca beni per 21 mln all’imprenditore Bruno Verdiglione

    di Marina Malara – Ammonta a 21 milioni di euro il valore dei beni che la Dia di Reggio Calabria, su disposizione del Tribunale, ha sequestrato e contemporaneamente confiscato ad un noto imprenditore operante nel territorio della fascia Jonica reggina. Si Tratta di Bruno Verdiglione, 57 anni, di Caulonia, colluso e contiguo, secondo gli inquirenti, con la cosca Aquino. Un imprenditore attivo nel campo edile, immobiliare ed alberghiero, che non ha disdegnato, ha detto in conferenza stampa il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, di aprire le sue braccia economiche alla ‘ndrangheta, facendo da prestanome e gestendo i beni provenienti da attività illecite delle cosche Aquino e Morabito. Verdiglione è stato adesso sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S., per la durata di 3 anni e 6 mesi, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza o di dimora abituale, e risulta coinvolto in altre due  importanti operazioni di polizia giudiziaria coordinate dalla DDA di Reggio Calabria, denominate rispettivamente “CINQUE STELLE” e “METROPOLIS”. Il patrimonio, a lui riconducibile e stimato in circa 21 milioni di euro, è costituito dal capitale sociale al patrimonio aziendale di 5 società, da 56 immobili (appartamenti e terreni intestati a persone fisiche e giuridiche), da quote di altri 66 immobili ad uso aziendale e da rapporti finanziari. Tra i beni colpiti, di particolare interesse, risultano numerosi appartamenti siti in zone residenziali della fascia ionica reggina e a Roma (un pregiato appartamento sulla centralissima via Nomentana), una villa seicentesca a Roccella Ionica di notevole interesse storico-artistico (villa Alicastro) e due strutture alberghiere anch’esse a Roccella Ionica.