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Reggio – Camera Penale aderisce alle giornate di astensione per disagi avvocatura

3 Dicembre 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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La Camera Penale di Reggio Calabria ha aderito alle giornate di astensione ( dal 30 novembre al 4 dicembre) dalle udienze proclamate dall’Unione delle Camere penali, indette allo scopo di segnalare in maniera inequivoca il  progressivo disagio della intera avvocatura penale di fronte ad  iniziative, di natura  legislativa  e giudiziaria, che denotano sempre più la crisi  “strutturale” in cui versa il  processo penale.
La prospettiva culturale “efficientistica” da perseguire a tutti i costi,  finisce, infatti, con il frustrare  le più elementari esigenze di garanzia all’interno del processo, visto per lo più  come luogo di celebrazione di  inutili formalismi e  perdite di tempo, a fronte dell’esigenza primaria di fare celere giustizia  per venire incontro alle aspettative di tutela della collettività.
Ciò ha prodotto risultati sotto gli occhi di tutti: il processo  confezionato dal “circuito mediatico giudiziario” che  produce  una verità unilaterale e semplificata immediatamente fruibile dall’opinione pubblica all’indomani di arresti più  o meno “eccellenti”. Tale fenomeno, ormai ampiamente analizzato e studiato, del resto,  si è  guadagnato sul campo la definizione di “populismo giudiziario”, e, come tale, riconosciuto nel dibattito pubblico anche dalla magistratura più illuminata .
In questo quadro, lo sviluppo tecnologico diviene lo strumento d’elezione della strategia “efficientistica” volta smaterializzare il sistema di garanzie, tra cui, quella primaria, costituita dal diritto fondamentale dell’imputato detenuto ad essere fisicamente presente dinanzi al Giudice che deve giudicarlo, al fine di esercitare con pienezza il diritto di difendersi in contraddittorio con l’accusa.
I progetti legislativi in approvazione vanno, appunto, nel senso di una estensione potenzialmente “generalizzata” del sistema della videoconferenza ai processi con  imputati detenuti.
Questa tendenza, ora percepibile nella gestione di alcuni importanti vicende giudiziarie di grande impatto mediatico – il riferimento è d’obbligo  a  “Mafia Capitale” in corso di svolgimento a Roma –  è già stata  “anticipata” profeticamente nel nostro distretto giudiziario da qualche anno, con la celebrazione del  maxi-processo denominato “Crimine”, facendosi, appunto, ampio ricorso all’istituto della “videoconferenza”.

Il progresso tecnologico ha altresì reso possibili nuove modalità di esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari in alternativa alla detenzione carceraria, mediante il ricorso all’applicazione del c.d. “braccialetto elettronico”.  Anche la Camera penale di Reggio Calabria ha aderito all’iniziativa promossa dall’Unione, dal titolo “più braccialetti meno carcere”, volta a sensibilizzare la prassi giudiziaria alla implementazione di tale strumento.
Ma, il significato dell’astensione dalle udienze ha soprattutto lo scopo di rendere chiara la denuncia dell’avvocatura penale circa il progetto complessivo che fa da sfondo a questo scorcio di legislatura, in cui si vanno definendo i “nuovi assetti” del processo penale e  ridisegnando in senso spiccatamente reazionario i rapporti fra autorità e libertà.
È in itinere la riforma della prescrizione dei reati che rischia  di portare alla celebrazione di  processi “senza fine” in palese contrasto con il principio costituzionale della ragionevole durata. Vi sono in cantiere proposte di riforma tese a ridimensionare il sistema delle impugnazioni e limitare le possibilità di  ricorso in appello ed in cassazione.
Interventi, tutti, settoriali ma che cospirano verso un comune obbiettivo: lo svuotamento del sistema delle garanzie.
Il 4 dicembre prossimo, giornata conclusiva della protesta,  questi temi saranno oggetto di una pubblica assemblea che si svolgerà presso l’aula 12 del Cedir, a partire dalle 10:30.

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