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Palizzi (RC) – Presentazione degli esiti del Laboratorio: Stazioni d’Ascolto – di silenzi e di parole

12 Dicembre 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Il Presidente del GAL Area Grecanica, Dott. Filippo Paino, informa che sabato 12 dicembre, alle ore 18, presso Casa di Bacco, nel centro storico di Palizzi verranno presentati gli esiti del Laboratorio: Stazioni d’Ascolto – di silenzi e di parole, percorsi di estetica relazionale, progetto work in progress frutto di vari mesi di ricerca con gli abitanti e nel territorio di Palizzi, per indagare un luogo estremamente frammentato e fragile, ma allo stesso tempo forte di suggestioni ambientali uniche che fanno da cornice ad una millenaria storia enologica e non solo.
Il laboratorio è stato condotto dall’artista Giovanni Orlando Muraca, nell’ambito del “Programma di Iniziative di Arte Pubblica nei Borghi e nei Centri Storici dell’Area Grecanica” (Misura 413.313 del PSL Neo Avlàci) promosso dal GAL Area Grecanica in collaborazione con l’Associazione Aniti – impresa Sociale.
“Stazioni d’ascolto – precisa l’artista che da anni si adopera per la divulgazione dell’arte contemporanea attraverso pratiche sperimentali condivise – parte dal presupposto teorico che l’arte possa davvero entrare in “relazione” con la vita dell’uomo, incidendo sul suo modo di pensare, di agire e di comportarsi”.
L’esperienza laboratoriale ha visto, nel suo sviluppo temporale, il coinvolgimento dei Comuni di Palizzi e Ferruzzano, grazie alla disponibilità dei Sindaci dei Comuni di Palizzi e Ferruzzano che hanno supportato e condiviso il progetto; di varie realtà associative presenti sul territorio, come Casa Emmaus; dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, attraverso workshop e residenze d’artista rivolte a giovani studenti che hanno soggiornato nei luoghi indagati per scoprire nuove forme e linguaggi legati alla contemporaneità. Le giovani allieve presenteranno, nella stessa serata del 12, un loro video che documenta la “residenza d’artista” vissuta.
La metodologia si è basata su processi di ‘osservazione partecipata’, “abbiamo frequentato i luoghi prescelti con uno “sguardo etnografico”, al fine di creare relazioni con gli abitanti del posto e acquisire elementi utili per la realizzazione di site-specific, momento culminante di un processo creativo collettivo”.
Portare l’arte sul territorio pubblico rappresenta, infatti, l’occasione di far uscire la creatività dai luoghi ad essa deputati, di porla a stretto contatto con un pubblico ampio e allo stesso tempo di caratterizzare o rivalutare l’ambiente urbano e/o rurale, spesso trascurato da uno sguardo anestetizzato dall’abitudine. L’intero territorio di Palizzi – ultimamente fortemente “provato” da un dissesto idrogeologico devastante – rappresenta un concentrato di “luoghi d’ascolto” straordinari: si pensi ad esempio ai magnifici Calanchi, alle Rocca del Gannadeo e a quello che rimane del Pombinali, alla Fiumara, al borgo di Pietrapennata, ai panoramici vigneti ed agli arcaici palmenti di Ferruzzano. A questi si aggiungano le svariate “sculture sociali viventi”, attraverso le quali si è iniziato un lavoro di recupero della memoria storica al fine di cogliere il significato del ricordare come attività del tempo presente con cui costruire senso, confronto, apprendimento e in cui potersi rispecchiare. Intensificare la percezione e disporsi all’ascolto sono condizioni necessarie affinché i territori si disvelino a chi li vuole attraversare.
Per restituire alle comunità le storie raccolte e i significati, le trame, i nessi che sono venuti alla luce nel corso della ricerca e provare a ricucire le “frammentazioni” territoriali, saranno collocati – in questa prima fase – dei “marcatori d’area” che, dislocati sul territorio, conferiranno un nuovo senso narrativo al paesaggio per svelar aspetti naturali di eccezionale bellezza, caratteri storici e luoghi densi di identità, ad abitanti e viaggiatori, invitati a vivere e riscoprire con maggiore consapevolezza il patrimonio locale. Successivamente, verranno progettate e realizzate collettivamente – sulla base delle suggestioni acquisite – installazioni visive e/o sonore: vere e proprie STAZIONI D’ASCOLTO di silenzi e di parole ….

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