Suggestive alternanze tra sogno e realtà hanno catturato il pubblico del teatro Savio, concentrato e rapito per il debutto di “InSomnium. E si sciolgon le ore”, prima nazionale prodotta da QA-QuasiAnonimaProduzioni per la rassegna teatrale “Atto Unico. Scene di Vita, Vite di Scena”.
La pièce, scritta e diretta da Auretta Sterrantino e liberamente ispirata a “La casa del sonno” di J. Coe, prende vita in un ambiente onirico, carico di ombre e inquietudini e pieno di segni e simboli. Passato e presente si intrecciano su un terreno di fitte coincidenze. Man mano che scorrono le ore si sgretolano le sovrastrutture che tengono l’impalcatura della storia individuale di ciascuno dei personaggi. Si tratta di una partita a scacchi vera e propria, diretta da un abile manovratore e giocata attraverso un dialogo frammentato che segue i ritmi emotivi e gli impulsi dei personaggi. La scena e le musiche, i costumi e il trucco sono parte fondamentale di questo mondo alternativo, che si muove in assenza di gravità, in cui tutti mostrano un guscio duro, una scorza inossidabile solo in apparenza.
«Il lavoro che ho fatto – dichiara la regista – si è concentrato sulla deframmentazione di gesto, parola, movimento e sul tentativo di fondere e far slittare piani spaziali e temporali, tentando di costruire un mondo altro all’interno del quale all’improvviso si aprono squarci profondi nella mente e nei pensieri dei personaggi, analizzati quasi al microscopio».
Difficili gli equilibri in scena, ben tenuti dai cinque attori messinesi: Marialaura Ardizzone nei panni della narcolettica Sarah, Livio Bisignano nel ruolo dell’insonne Jeremy, Loredana Bruno nelle vesti della sonnambula Veronica, Oreste De Pasquale in scena come lo psichiatra dottor Gregory e Claudia Zappia come la misteriosa dottoressa Madison. La scenografia, firmata da Giulia Drogo, e le musiche originali di Filippo La Marca contribuiscono alla dilatazione dei concetti di tempo e spazio, diventando il giusto completamento dell’intera messinscena.
Prossimo appuntamento con la rassegna teatrale Atto Unico domenica 24 gennaio con “Barbablù. Storia di quotidiana violenza” prodotto dal Teatro del Cerchio di Parma.





