Fa scalpore la storia di una ragazza di tredici anni non vedente che frequenta una scuola media di Vibo Valentia, dove nessuno dei suoi insegnanti di sostegno conosce l’unico sistema di lettura e scrittura che può usare, il Braille e dove non le sono stati forniti testi scolastici in Braille, che le toccherebbero di diritto. A denunciare il fatto è stato il padre che ha raccontato all’agenzia giornalistica Agi come la figlia ami la matematica, le lingue e la letteratura e che, nonostante le difficoltà che deve affrontare ogni giorno per sopperire alla cecità il suo rendimento scolastico è eccellente. “Ma questa situazione non può più andare avanti» ha detto ancora il genitore . “Mia figlia ha bisogno dell’aiuto di un insegnante di sostegno che conosca il Braille. Ne ha pieno diritto e a sancirlo è la legge» Nonsotante due sentenze del Tar che obbligano il ministero dell’Istruzione ad assegnare alla giovane un insegnante di sostegno esperto in Braille, nulla si è mosso. Sul caso è stata aperta anche un’interrogazione parlamentare della deputata M5s Dalila Nesci per sollecitare la soluzione del problema. : «Dal Comune al ministro dell’Istruzione, le istituzioni non possono ignorare la sentenza del Tar che dà ragione alla famiglia della minorenne – ha dichiarato la Nesci. «Da oltre un anno quella sentenza è rimasta lettera morta, il che è inaccettabile. Mi auguro che la mia interrogazione parlamentare acceleri la soluzione positiva del caso, ha concluso Nesci, e che non sia necessario ricorrere, ancora una volta, alla magistratura».





