“Detto, fatto. Senza alcuna smania di protagonismo. Destra popolare aveva pubblicamente dichiarato che sarebbe intervenuta entro un congruo termine ove l’amministrazione non avesse provveduto a risolvere il problema di questo particolare tratto di strada alle porte di Terreti”.
Era il 20 ottobre 2015. “Ebbene – si lege nella nota stampa – siamo giunti a quasi ad un mese di distanza e nulla era stato ancora compiuto. Avremmo fatto volentieri a meno di imbracciare gli attrezzi da lavoro, ma non era possibile più rimandare, anche perché stiamo entrando nell’inverno, e ciò che avevamo promesso agli abitanti della zona che erano scesi in piazza assieme a noi (La Spallata del 10 ottobre) nella prima uscita pubblica di Destra Popolare, andava mantenuto. D’altra parte si trattava, e lo avevamo detto, di un intervento nemmeno tanto costoso. Quello che è mancato a chi è preposto a questo tipo di problematiche è stata quindi la buona volontà. Qualche ora di lavoro e speriamo di aver risolto, certamente in modo non definitivo ma quantomeno in maniera che la stagione invernale non riservi ulteriori pericoli agli utenti, come purtroppo accaduto ad un malcapitato motociclista che solo 24 ore prima ha dovuto fare i conti con la famigerata buca, con non pochi danni per la persona ed il mezzo coinvolto”.
E aggiungono: “Spesso occorrerebbe riempirsi meno la bocca con frasi fatte. Una è certamente quella di “dare attenzione alle periferie”. L’attenzione alle periferie che intendiamo è questa. La gente che abita lontano dal centro della città e quindi dal lavoro, dalla scuola, etc, prima di tutto pretende i servizi essenziali da chi l’amministra, tra questi i collegamenti stradali veloci e sicuri. Il fatto è che l’area dello Stretto è governata da gente completamente slegata dalle realtà esistenti sul territorio. Pensiamo a Messina dove il sindaco del posto fa le battaglie sulla liberazione del Tibet e sul boicottaggio del Ponte. Poi manca l’acqua e fa spallucce. Da questa parte dello Stretto, le priorità invece sono l’istituzione del Registro delle unioni Civili, l’accoglienza indiscriminata ai migranti, (dove eccelliamo nei numeri e nei modi) ed altre amenità del genere che ci stanno allontanando sempre di più dalle vere esigenze del popolo”.





