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    Piazza Duomo nulla d'interessante nelle sue viscere. Parola di Soprintendenza

    Reggio – Piazza Duomo: nulla d’interessante nelle sue viscere. Parola di Soprintendenza

    di Domenico Grillone – Restituita alla città come piazza e non come sito archeologico. Ed a ragion veduta, secondo quanto affermato dall’archeologa Rossella Agostino della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria. Perché nelle viscere di piazza Duomo, almeno fino ad una certa profondità, quella interessata al progetto di riqualificazione e ripavimentazione, non è stato trovato nulla di particolarmente rilevante sotto il profilo storico ed archeologico. Si tratta infatti, di “resti, di parte di realtà strutturali di murature che possono essere comprese tra il ‘700 ed il ‘900, e tutto questo in livelli non integri dal punto di vista stratigrafico. Perchè riappaiono rimescolati tutti i livelli e tutti gli strati, compresi quelli in cui risiedono i vecchi bagni posti a sud della piazza, cavi telefonici, piastrelle del ‘900 con quelle post anni ’50”. E poi strutture murarie, “forse riconducibili a realtà abitative che comunque sono state rimaneggiate non soltanto nelle loro fasi di vita ma soprattutto nei diversi post terremoto, oltre che pietrame e laterizi di nessun pregio dal punto di vista dell’interesse archeologico”. Considerazioni, quelle dell’archeologa Agostino, che arrivano dopo un lavoro portato avanti insieme ad una equipe di esperti ed alla fine di indagini e studi approfonditi, facendo uso del georadar. Arriva, quindi, la parola fine su questa storia di presunti reperti di grande valore ritrovati sotto piazza Duomo. Potrebbero addirittura esistere, certo. Piazza Duomo nulla d'interessante nelle sue viscere. Parola di SoprintendenzaMa, come ha spiegato la dottoressa Agostino nell’incontro svoltosi alla Galleria “Techne Contemporary Art” ed affiancata dall’assessore comunale ai Lavori pubblici, Angela Marcianò, i vari livelli stratografici inquinati vanificano qualsiasi ricerca e tutto ciò significa la morte della ricerca archeologica. E rispetto ad alcune perplessità di studiosi o esperti locali, non perfettamente d’accordo con le conclusioni della dottoressa Agostino, massima trasparenza e collaborazione. “Diamo a disposizione degli studiosi e del pubblico il materiale che abbiamo recuperato, rilevato ed indagato. Materiale che in ogni caso potrebbe essere utile insieme ad una ricerca di archivio per l’avvio o la ripresa degli studi della città moderna e contemporanea”. Soddisfatta anche l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Angela Marcianò, confortata dalla presenza dei tecnici del Comune che hanno collaborato con l’equipe della Soprintendenza. “Le parole della dottoressa Agostino ci tranquillizzano. L’interesse dell’amministrazione – dice ,l’assessore – è quello di completare i lavori e di riqualificare la piazza, ma allo stesso tempo tiene in grandissima considerazione quello che è il nostro patrimonio storico. Credo che questo invece sia stato un esempio di sinergia tra enti. Questo dialogo continuerà sempre con la Soprintendenza, anche perché si tratta di un dialogo con chi ha più titolo per salvaguardare il nostro patrimonio”.

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