In occasione delle celebrazioni per il IV centenario della nascita del Cavalier Calabrese (1613 – 1690) il Seretariato MIBCT per la Calabria e Regione Calabria, Dipartimento Cultura ha promosso con grande sforzo organizzativo un articolato programma di eventi che avranno luogo nelle prestigiose sedi istituzionali del Ministero in Calabria e a Roma e in altre sedi ugualmente di grande valenza, quale lo storico Palazzo Foti, sede dell’Amministrazione Provinciale reggina.
Se unico è l’obiettivo del progetto scientifico delle diverse iniziative, quello cioè di far conoscere ad un vasto pubblico costituito non solo da addetti ai lavori, ricercatori e studiosi, ma anche da quanti amano la storia delle arti e soprattutto desiderano approfondire il linguaggio figurativo di un artista quale il Cavalier Calabrese la cui vita e la cui produzione costituì riferimento imprescindibile lungo tutto il XVII secolo per tantissimi maestri, diverse sono invece le “declinazioni” di tale progetto.
La mostra “Un ponte tra Calabria e Malta. Il Cavalier Mattia Preti ed il Gran Maestro Gregorio Carafa” che sarà allestita presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria potrà essere visitata sino al 29 novembre 2015, dà inizio al programma e svolge una tematica sicuramente alquanto accattivante.
Ricorrendo, infatti, in questo anno 2015 il IV centenario della nascita di Gregorio Carafa dei Principi della Spina (1615 – 1690), già Ammiraglio della flotta maltese, valoroso vincitore dell’ epica battaglia dei Dardanelli contro i Turchi e poi assurto il 2 maggio 1680 alla più alta e prestigiosa carica dell’Ordine Gerosolimitano, quella di Gran Maestro, è sembrato oltremodo interessante proporre un approfondimento sul rapporto intercorso tra queste due straordinarie figure di calabresi le cui vite, negli anni ’80 del ‘600 hanno lasciato, se pur in maniera diversa, segni tangibili di politica ed arte nella storia maltese. Fulcro dell’iniziativa è, appunto, la splendida pala d’altare commissionata al Preti dal Gran Maestro e destinata al “suo altare” eretto nella chiesa conventuale dei PP. Francescani di Valletta. Il dipinto, che costituisce il fulcro del percorso espositivo, raffigura “Madonna e Bambino con san’Anna , san Gregorio Taumaturgo ed il ritratto del Gran Maestro Gregorio Carafa” e costituisce un unicum nell’ambito della produzione del Preti che fu sì “pittore” dell’Ordine di San Giovanni, ma non dei Gran maestri che si succedettero durante i trent’anni di sua permanenza nell’isola di Malta.
Il programma prosegue con la mostra “Mattia Preti dipinge San Sebastiano” che rimarrà fino al 10 novembre 2015, nelle sale del locale Museo Archeologico e, successivamente, allestita a Reggio Calabria negli ambienti dello storico palazzo dell’Amministrazione provinciale dal 13 novembre al 10 dicembre. Quattro i capolavori pretiani che verranno presentati, quattro declinazioni di un medesimo soggetto iconografico, il San Sebastiano, ma quattro momenti diversi dell’inesauribile creatività artistica del Cavalier Calabrese.
A Roma presso Palazzo Corsini, Giorgio Leone Storico dell’arte anche lui Calabrese, esplora Il periodo della giovinezza di Mattia Preti, che in questa esposizione unisce gli anni della sua formazione a quelli della prima manifestazione di uno stile maturo, conta finora molti dipinti ma pochi documenti che permettono di ricucire coerenti cronologie.
La mostra quindi, intende approfondire attraverso una selezione dei dipinti giovanili di Mattia Preti le questioni stilistiche e cronologiche già accennate, in un percorso formativo che appare legato alle esigenze del mercato artistico romano, dove il pittore si presenta ben accorto sulle scelte coerenti con il gusto dell’epoca




