Un nuovo pentito contro il clan Mancuso e questa volta a “tremare” sono direttamente i vertici e gli esponenti apicali del clan di Limbadi. A darne notizia in esclusiva il quotidiano Zoom24.it, che ha descritto puntualmente gli scenari inediti e dirompenti che apre questa nuova collaborazione. Se gli inquirenti, infatti, dovessero riscontrare che quel che viene detto è vero, verrebbe gettata una nuova luce anche su uno degli omicidi più eclatanti commessi negli ultimi 5 anni nel Vibonese: quello di Domenico Campisi, il 45enne broker della cocaina (già coinvolto nell’inchiesta sul narcotraffico internazionale denominata “Decollo”) legato a doppio-filo al clan Mancuso e freddato il 17 giugno 2011 in un agguato sulla strada provinciale per Nicotera. Il nuovo collaboratore di giustizia che punta “l’indice” contro i Mancuso si chiama Arcangelo Furfaro, ha 46 anni ed ha gravitato sino alla collaborazione attorno al potente clan Molè. Dopo aver iniziato a raccontare da circa 6 mesi alla Dda di Reggio Calabria fatti e misfatti della ‘ndrangheta di Gioia Tauro con lo scontro fra i Molè ed i Piromalli, Furfaro – accusandosi di numerosi delitti, danneggiamenti, estorsioni, armi e droga – è stato di recente ascoltato a Roma anche dal pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, magistrato competente ad indagare sui fatti di mafia riguardanti l’intero comprensorio di Vibo Valentia e provincia.





