La gran parte dei furti e delle rapine dai quali provenivano i farmaci rivenduti illegalmente, sono stati commessi in Puglia, le sedi operative, però, erano in molte regioni di Italia tra cui la Calabria. Per questo motivo oggi c’è stato l’impegno della Compagnia dei carabinieri di Lamezia e del Nas di Catanzaro. Ricostruito tutto: canali di vendita e il ruolo di ogni singola persona coinvolta nell’inchiesta che prende il nome di “Pharmafax”.
Fra i farmaci sequestrati, il cui provento sarebbe stato di oltre 3 milioni e mezzo, c’erano parecchie confezioni di viagra. Nel corso dell’operazione sono state eseguite 40 perquisizioni anche in 16 farmacie e 5 società che si occupano della vendita di farmaci. Le 7 persone finite in manette sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere e ricettazione in concorso.
Tra le persone coinvolte anche Piergiorgio Centro che negli anni passati ha ricoperto diversi ruoli politici: segretario del Partito Socialista nel Vibonese, candidato sempre con il Psi, nel 2002 alla carica di consigliere del Comune di Tropea e nel 2008 a consigliere alla Provincia di Vibo Valentia.
L’inchiesta “Pharmafax” trae origine dalla scoperta di 2mila farmaci rinvenuti all’interno del garage e della mansarda di un’altra delle persone indagate nell’inchiesta, Francesco Galati, meccanico di Francavilla Angitola e titolare di un’officina nel vibonese. Galati proprio a causa della scoperta fu arrestato per ricettazione, commercio e somministrazione illegale di farmaci.
In quella circostanza si riuscì a risalire alla provenienza di 500 farmaci, frutto di una rapina a mano armata compiuta a Canosa e di altre avvenute a Bari, Modugno, Castellamare di Stabia e Bisceglie
Il gip di Lamezia Terme non ha reputato necessaria la detenzione per i due vibonesi Galati e Centro anche se ha valutato “non occasionale la condotta di Piergiorgio Centro, bensì sintomatica – evidenzia il giudice – della sua partecipazione al contesto criminoso per cui si procede”.
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