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    Bagnara (RC): 6 anni di carcere per l’ex comandate della Polizia municipale Bellantone

    Sei anni di carcere. Questa è la pena inflitta ieri sera dal Tribunale reggino, Natina Pratticó presidente, all’ ex comandante della Polizia Municipale di Bagnara Calabra, Giuseppe Bellantone, portato a giudizio, dopo essere stato arrestato nel febbraio del 2013 dai Carabinieri con pensanti accuse fra cui quella di corruzione. Ieri il Tribunale però, lo ha assolto da questa accusa e ha ritenuto sussistenti gli indizi di colpevolezza per alcuni episodi di falso e abuso d’ufficio. Per lui il ok reggino, Antonella Crisafulli, aveva invocato 28 anni di carcere. Le indagini sono partite da un accertamento su una serie di determine comunali emesse da Bellantone, difeso dagli avvocati Francesco Albanese e Lorenzo Gatto, con le quali sarebbero stati riconosciuti rimborsi spese in favore di un’associazione Onlus per il servizio di assistenza al traffico nel territorio di Bagnara. Per la Procura l’inchiesta avrebbe permesso di stabilire che le spese non erano mai state in realtà sostenute e che le determine erano affette da falsità ideologica. Alla sbarra, oltre a Bellantone, c’erano anche altre quattro persone per cui nella scorsa udienza il pm Crisafulli aveva invocato dure condanne: per il presidente della cooperativa, Demetrio Amodeo l’accusa ha richiesto 4 anni e 6 mesi di reclusione, così come per uno dei soci della Onlus, Giuseppe Surace. Richiesta anche la condanna per i fratelli Carmelo e Antonio Furci, titolari di una concessionaria che, sempre secondo l’accusa, senza autorizzazione esponeva auto in vendita in piazza Sfalassà: il pm Crisafulli ha invocato 5 anni e 4 mesi per ciascuno dei due. Ieri peró il Tribunale ha inflitto 8 mesi ciascuno ai fratelli Carmelo e Antonio Furci, mentre viene assolto il presidente della cooperativa Istituto per la famiglia onlus, Demetrio Amodeo, insieme a uno dei soci Giuseppe Surace.

    Angela Panzera