Riunito a Vibo il Coordinamento CISL Provinciale alla presenza del Segretario Generale Pino De Tursi, del Segretario Pino Garrì, Lello Blandino e Bruno La Fortuna per la FNP, Fabio Blandino e Secondo Chiavelli per la Filca, Sebastiano Monaco per la FAI ed Enzo Pagnotta per la FIT.
E’ stata espressa innanzitutto la preoccupazione per la situazione in cui versa il territorio vibonese per la grave crisi economica e sociale in atto e che meriterebbe ponderate discussioni di merito per la sostanziale riduzione di servizi erogati, per la scadente qualità della vita, per l’aumento costante della disoccupazione e della mobilità. Intanto si registra l’approvazione al Senato del testo di riforma costituzionale sul bicameralismo paritario e la revisione del titolo V, con conseguente modifica degli assetti istituzionali, in primis le Province, ormai rottamate dal Governo Renzi, con il placet della politica, mai come ora incapace di leggere i veri bisogni della gente e costruire proposte alternative credibili. Così Vibo è stata spogliata di una serie di uffici decentrati per effetto della riduzione della spesa pubblica, in particolare con riferimento alla legge 7 aprile 2014 n.56 (disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni) e al recente decreto del Governo in tema di accorpamento di Province . Così sono andate perse la Direzione Provinciale del Tesoro, la Motorizzazione Civile, la Camera di Commercio ed in corso di smantellamento sono pure la Prefettura, la Questura, la Scuola di Polizia e, ciliegina sulla torta, forse anche il Tribunale, nonostante le rassicurazioni del Sottosegretario alla Giustizia nella fugace venuta a Vibo delle scorse settimane. Come si può avere ancora fiducia in uno Stato che abbandona i cittadini proprio nel momento di maggior bisogno e che chiede nel contempo sacrifici e rispetto delle regole, quando rischia di lasciare nelle mani della criminalità organizzata il controllo del territorio? Anche la Sanità risente di ridimensionamenti che penalizzano le strutture ospedaliere di Serra e Tropea, mentre a Vibo si chiudono reparti o si riducono le prestazioni. Addirittura sono a rischio servizi di eccellenza, come la Neurologia, per l’assurda decisione di privilegiare altri presidi della Regione. Quindi ben venga una mobilitazione sinergica a tutela degli interessi di questa parte di territorio calabrese divenuta marginale e che rivendica il rispetto di pari dignità con il resto del Paese sia nell’agenda del Governo Nazionale che Regionale.
Per amore di verità una colpa preponderante fa capo alla Regione Calabria che, con legge n.14 solo il 22.6.2015, ha legiferato in tema di disposizioni urgenti per l’attuazione del processo di riordino delle funzioni a seguito della già citata legge nazionale n.56, pressata dai Sindacati per la situazione tragica del personale e dei servizi delle Province. La legge generale di riordino è ancora da venire, anche se il termine fissato al 31.12.2015 è ormai prossimo a scadere.
Ma il futuro delle Province e più complessivamente il ruolo degli Enti Locali va affrontato non certo con la logica del campanile o del pennacchio ma con l’obiettivo di fornire una seria rivisitazione delle attuali circoscrizioni, puntando all’erogazione ottimale dei servizi a favore dei cittadini. In questa direzione la divisione della Calabria nelle 4 Province e nella Città Metropolitana di Reggio, non appare congrua rispetto a quelle che dovrebbero essere le competenze efficaci delle AREE VASTE, che sostituiranno gli attuali Enti di secondo livello (Province), anche alla luce della riforma della Pubblica Amministrazione e al necessario aggiornamento del Testo Unico delle Autonomie Locali.
Questi temi sono stati affrontati nel Convegno dell’UPI a Roma dei giorni 14 e 15 ottobre dal titolo: “Il tempo della svolta – le sfide da affrontare e il contributo della ripresa del Paese dei nuovi Enti di Area Vasta”. Il Presidente nazionale Achille Variati ha richiamato all’unità di intenti Sindaci e Presidenti di Provincia per proporre nuovi modelli organizzativi che permettano la costituzione di veri e propri servizi specializzati nell’assistenza e nel sostegno ai Comuni, con uno sguardo particolarmente attento alle ingenti risorse dei fondi strutturali europei. Ecco perché occorre puntare sulle AREE VASTE per lo snellimento della gestione amministrativa dei territori, tagliando le duplicazioni e quindi riducendo notevolmente la spesa pubblica. Proprio le AREE VASTE potrebbero candidarsi , sulla scia della legge Del Rio, come possibili Stazioni Uniche Appaltanti. Ma per una proposta così ambiziosa anche se interessante occorre una cornice normativa che sostenga questo nuovo Ente e solo se siederanno insieme intorno ad un tavolo Governo, Province, Città Metropolitane e Comuni si potrà riscrivere il Testo Unico sugli Enti Locali. E’ proprio l’AREA VASTA che potrebbe concorrere alla riforma dell’assetto istituzionale locale, concretizzando così l’associazionismo comunale. Se pensiamo che ne 2014 solo il 19% dei comuni sotto i 5000 abitanti si sono associati in unioni, capiremo subito che le normative che vengono imposte dall’alto sono destinate a fallire. La diversa impostazione con modelli che partono dai territori, gestiti dalla AREE VASTE, con il positivo protagonismo dei Sindaci dei Comuni interessati, porterebbe all’individuazione di ambiti ottimali, di zone omogenee per l’esercizio associato delle funzioni comunali, preludio probabile alla fusione di comuni.
Da qui la proposta della Cisl, secondo la quale potrebbe partire dal territorio Vibonese l’amministrazione condivisa di fusione di Comuni al di sotto di 5000 abitanti e con il Capoluogo come riferimento per l’area circostante dei Comuni di Ionadi, Mileto, S.Gregorio, S.Onofrio, Pizzo, solo per citarne alcuni, che vogliono lanciare la vera sfida al cambiamento, investendo, quale associazione di Enti territoriali , nel riordino dell’amministrazione locale in termini di efficienza e funzionalità.
Ma per realizzare tutto questo viene chiesto con forza l’intervento da parte della Regione che dovrà dimostrare di essere il centro propulsore di un nuovo sistema istituzionale del Paese. Da qui la necessità di ribaltare l’attuale legge 14/2015, che ancora una volta regolamenta la sola emergenza, senza un vero filo logico, predisponendo di contro una legge generale di riordino delle funzioni degli Enti locali innovativa e riformista, puntando sulla individuazione di ambiti territoriali di gestione associata che potrà concorrere a realizzare la coesione sociale, sfruttando pienamente l’opportunità dei fondi europei.
Nelle conclusioni il Segretario Generale Pino De Tursi ha lanciato come Cisl la provocatoria ipotesi di fattibilità di una proposta di legge organica che riparte il territorio regionale in ambiti territoriali per la gestione associata obbligatoria di funzioni di organizzazione e controllo diretto del servizio idrico integrato, organizzazione e controllo del servizio integrato dei rifiuti urbani, autorizzazioni e concessioni relative alle attività estrattive, autorizzazione e controllo in materia energetica, gestione delle attività di formazione e orientamento professionale, organizzazione del trasporto pubblico su gomma. Queste funzioni potrebbero essere attribuite alle Province e se per legge non possono essere superati i limiti delle circoscrizioni attuali, prevedere una GESTIONE IN FORMA ASSOCIATA delle funzioni tra i vari Enti provinciali appartenenti agli AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI definiti al di là delle logiche di campanile.
Alcune Regioni, come ad esempio il Piemonte, sono già partite in questa direzione , forti anche di Statuti Provinciali che disegnano appunto territori più vasti della semplice circoscrizione di competenza. Tutto questo presuppone l’assunzione di responsabilità precise e puntuali da parte di tutti soggetti interessati: Istituzioni, Associazioni produttive, Forze politiche e sociali . In una sola parola saprà il gruppo dirigente del nostro territorio aprirsi ad un serrato dibattito che concretamente ha voglia di misurarsi per il cambiamento, contaminando positivamente anche gli altri territori della Calabria?




