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    Questo commissario della Sanità in Calabria non ci deve stare

    Sanità, medici e associazioni: ‘Politici e commissario mettono in discussione diritto salute’

    Gli sponenti dell’Associazione di Medici di medicina generale “Mediass”, de il Baco Resistente, di Cittadinanzattiva e di SEL si sono incontrati con il Prefetto della Città.
    L’incontro, preceduto da altri analoghi sullo stessa tema, verteva su problematiche sociali e sanitarie, in particolare sulla insostenibilità sociale e la sostanziale iniquità ed infondatezza del cosiddetto “piano di rientro” sanitario calabrese.
    Le Associazioni, supportate dai dati epidemiologici, forniti dai medici di medicina generale, hanno sostenuto e “denunciato” che la politica dei tagli lineari, gli ultimi decreti del commissario alla sanità, lo stesso piano di rientro, nonché le modalità di ripartizione del fondo sanitario nazionale, non tengono conto delle reali condizioni di salute della popolazione calabrese, dell’incidenza, della diffusione e della prevalenza di varie patologie, determinando così sperequazioni, iniquità e grave, diffuso e crescente disagio sociale. I dati dimostrano, infatti, come in Calabria l’incidenza di alcune patologie croniche sia maggiore rispetto alla media delle regioni italiane. Non tenerne conto significa, soprattutto in questa fase di tagli e di restrizioni, peggiorare ulteriormente le condizioni di salute, in un circolo vizioso che paradossalmente potrebbe comportare anche maggiore spesa.
    Al riguardo, alcuni deputati di SEL hanno già presentato un’apposita interrogazione parlamentare, depositata proprio il 2 ottobre chiedendo conto e risposta alla Presidenza del consiglio dei Ministri, oltre che al Ministero della Salute.
    Le Associazioni hanno altresì ribadito che anche le autorità regionali debbano prendere atto di una situazione che mette in discussione lo stesso diritto alla salute, ed hanno richiesto al Prefetto sostegno su questa “vertenza” di particolare importanza. Il Prefetto dal canto suo ha dato ascolto e ampia disponibilità ad agire per quanto è di propria competenza. A tal fine, le Associazioni si sono impegnate a redigere un documento sintetico sull’argomento da trasmettere nei prossimi giorni al Prefetto stesso, proprio per consentirgli di relazionarsi su questa tematica sia con le autorità politiche e sanitarie regionali, sia con il gabinetto del Ministro della Salute.