Venti anni di reclusione. È questa la richiesta di condanna avanzata dal pm Sara Amerio per Pietro Bruno accusato di aver ucciso il cittadino di origine polacche Marcin Krol, conosciuto però come Rafal Kristof, il 20 agosto in via Pio XI,alla periferia Sud di Reggio Calabria. Per l’ imputato, difeso dall’avvocato Giancarlo Murolo, l’accusa ha invocato una durissima richiesta di condanna al gup Margherita Amodeo. Alla sbarra insieme a lui o ci sono anche alcuni dei suoi presunti fiancheggiatori. Si tratta di Fortunato Chetri e Felice Condello per cui la Procura ha invocato 2 anni di reclusione ciascuno mentre ammonta a 3 anni e 6 mesi di carcere la richiesta avanzata per Demetrio Campolo e a 2 anni e 8 mesi per Antonino Crucitti, classe 1963. Le altre persone alla sbarra, ossia Tommaso Rodà, Valentina Manto, Luana Domenica Manto, Francesco Bosurgi e Nicola Pompilio Chiarolla sono stati rinviati a giudizio dal gup loro il processo avrà inizio il 22 marzo dinnanzi al giudice monocratico reggino Tutti sono accusati di aver aiutato Bruno, mentre su di lui pendeva un decreto di fermo, a sottrarsi alle ricerche; Bosurgi e Chiarolla, oltre alla accusa di favoreggiamento, sono anche ritenuti responsabili del reato di false informazioni al pubblico ministero. Le indagini, condotte dal pm a Amerio, insieme alla Squadra Mobile, diretta da Francesco Rattà, e alla sezione omicidi diretta dal dirigente Giuseppe Giliberti, in meno di 24 ore riuscirono ad individuare in Bruno il presunto autore del delitto. Bruno è accusato di aver ucciso Krol con quattro colpi di pistola esplosi al torace e al braccio al termine di una lita avvenuta all’esterno del esercizio commerciale, la sala giochi denominata “Passion365”. Il presunto assassino da quasi un anno avrebbe intrattenuto una relazione sentimentale con la moglie di Krol, Luiza Frega che lavorava come donna delle pulizie nella sua sala giochi. Una relazione che gli aveva fatto perdere la testa e lo aveva accecato dalla gelosia tanto poi da uccidere il marito. L’omicidio è avvenuto intorno a mezzogiorno, ma subito dopo l’arrivo sul luogo del delitto da parte degli inquirenti Bruno sembrava essere svanito nel nulla. Per la Procura qualcuno lo aiutò a rendersi irreperibili e l’uomo si sarebbe servito di una rete di presunti fiancheggiatori che lo avrebbero aiutato a sottrarsi alle ricerche. Solo il giorno dopo, ossia il 21 agosto, Bruno si arrenderà e si consegnerà alla Squadra Mobile. Adesso la parola passerà alle difese che discuteranno il 9 novembre; in questa data è possibile anche che il gup Amodeo decida il processo ed emetta sentenza.
Angela Panzera






