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    Reggio, consiglieri di minoranza: “La Falcomatà Spa limita la democrazia”

    di Marina Malara – E’ incentrata soprattutto sul rinvio, in Consiglio Comunale, della mozione riguardante il rilancio e il rafforzamento dell’Agenzia dei beni Confiscati, ma non solo, la conferenza stampa convocata da una parte degli esponenti dell’opposizione a Palazzo san Giorgio. Luico Dattola, Massimo Ripepi, Luigi Dattola, Giuseppe D’Ascoli e Antonino Maiolino che ha presentato la mozione. Le contestazioni che i cinque muovono alla maggioranza sono diverse. Prende il via Lucio Dattola che affronta tre punti. “Oggi veniamo accusati, anche dalla stampa, dice, di creare caos in consiglio comunale, ma chi lo fa dimentica che solo pochi mesi fa venivamo additati come troppo silenziosi e accondiscendenti. La verità è che l’opposizione deve svolgere il suo compito cioè quello di controllare e segnalare quanto non va e quanto deve essere cambiato. Certamente con una maggioranza bulgara come quella di Falcomatà stare all’opposizione è arduo. Con questi numeri possono fare quello che vogliono. Ma noi continuiamo ugualmente ad adempiere al nostro ruolo”. Il secondo punto riguarda la querelle interna a Forza Italia. “Molti giornali ci hanno accusato di aver lavato i panni sporchi in consiglio. Ma non è così, dice Dattola. Quanto avvenuto è solo testimonianza di chiarezza e trasparenza politica. Abbiamo un problema evidente, pochè c’è una diatriba, ma non la nascondiamo, contrariamente a quanto fanno altri”. Terzo punto la Sogas e l’aeroporto. “Inutile, ha spiegato Dattola, l’ordine del giorno di ieri in aula. Inutile continuare a invitare Messina ad entrare in Sogas, perché quel comune non ha nessuna intenzione di farlo. Proprio ieri il loro consiglio comunale ha deliberato l’uscita definitiva dalla società e la messa in vendita ufficiale del 14,6% di azioni da loro detenute. Noi lo diciamo da tanti anni, già dal 2011, ma nessuno ci ha ascoltato”. La questione relativa alla mozione sull’Agenzia dei Beni Confiscati la affronta Maiolino in qualità di primo firmatario. Il capogruppo di Reggio Futura sostiene di avere dimostrato di essere molto più dinamici del centrosinistra. “La mozione la abbiamo presentata il due settembre scorso, quindi la maggioranza ha avuto davvero tanto tempo per leggerla e valutarla. Ieri invece hanno presentato un emendamento del gruppo di “A testa Alta” fatto in fretta e furia. Ma non basta perché, a giustificazione della richiesta di rinvio, hanno portato delle presunte inesattezze nella premessa, nella quale si diceva solo la verità storica, nominando personaggi politici quali Berlusconi, Alfano, Maroni e l’allora Sindaco Scopelliti che tanto si sono prodigati per l’istituzione di questo prestigioso strumento nella città di Reggio Calabria”. Per Maiolino si è trattato di scuse per nascondere un’altra verità ben più vile. Lo spostamento della sede primaria dell’Agenzia da Reggio è, ha detto Maiolino, in fase di discussione in Parlamento, il tutto voluto dalla parlamentare PD Rosi Bindi e compagni. Dunque la maggioranza in Comune non ha voluto andare contro il dictat romano che l’agenzia reggina non la vuole proprio né tutelare né tantomeno rilanciare. “In consiglio, ha aggiunto Maiolino, abbiamo assistito al siparietto della sospensione prima e della richiesta di rinvio dopo, nonostante avessero loro stessi presentato un emendamento che probabilmente, come minoranza avremmo votato”. Infine interviene Massimo Ripepi che parla di emergenza democratica e di Falcomatà SPA, organizzata in maniera tale che solo pochi possano governare la città, se non parenti e amici. “Si sono organizzati per disinnescare ogni azione contraria dell’opposizione, tuona Ripepi, La volontà è quella di non farci parlare. In compenso loro lavorano con assessori invisibili come Quattrone, mai vista fino ad oggi neppure in commissione Assetto del Territorio dove non è arrivata mai una pratica. Denunciamo strategia precisa perche non si disturbino i manovratori”. Dopo di che Ripepi annuncia che la stampa verrà convocata molto frequentemente per conferenze attraverso le quali parlare ai cittadini visto che il sindaco parla sempre alla fine del Consiglio in maniera che nessuno possa rispondergli.