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Operazione in Costa Rica contro ‘ndrangheta: i dettagli dell’operazione

16 Ottobre 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Conferenza stampa arresti Reggio Narcotraffico

Le attività investigative, condotte dalla Dda di Reggio Calabria e che hanno portato all’arresto di alcune persone oltreoceano oggi, a sei mesi di distanza da Columbus, hanno ricostruito l’organigramma del sodalizio, la struttura organizzativa, le condotte transnazionali e le rotte del narco-traffico, consentendo di qualificare i rapporti fra esponenti della ‘ndrangheta e trafficanti attivi nel Centro – America, in contatto con narcos colombiani.

Viene, inoltre, ulteriormente svelato, in tal modo, lo scenario dell’inchiesta, disarticolando il potente cartello criminale, operante in Costa Rica, con l’arresto dei referenti di vertice, operanti in quel paese, attivi nel traffico internazionale di cocaina verso gli Stati Uniti e l’Europa. Lo stupefacente, come emerso in precedenti fasi dell’inchiesta, era destinato al sodalizio transnazionale di Gregorio Gigliotti, ristoratore di origini calabresi, residente nel Queens (New York), che si è rivelato il presunto broker criminale legato ad importanti sodalizi della ‘ndrangheta ionico-reggina.

Gregorio Gigliotti, come emerso nel corso delle indagini culminate con il suo arresto negli Stati Uniti, da tempo, aveva attivato un canale internazionale per l’approvvigionamento di cocaina, avvalendosi del costante sostegno logistico ed operativo di personaggi residenti in Costa Rica. Il ristoratore calabrese del Queens, infatti, aveva dimostrato di poter fare pieno affidamento su una rete di contatti ed una filiera logistica di soggetti in grado di reperire e trasportare ingenti quantità di droga su rotte transnazionali.

In concreto, l’individuazione della base logistica utilizzata dal sodalizio è stata possibile, in primo luogo, attraverso l’analisi delle trasferte e dei movimenti aerei, effettuati da Gregorio Gigliotti, dai suoi familiari e dei suoi correi, dagli Stati Uniti verso la capitale costaricense San Josè, a più riprese, tra il 2012 ed il 2014, con soggiorni di brevissima durata.

A riscontro di quanto emerso dalle intercettazioni svolte a carico di Gigliotti, sono state effettuate osservazioni e pedinamenti transfrontalieri anche nei confronti della moglie Eleonora Lucia e di Franco Fazio, (fiduciario di Gigliotti in Calabria arrestato in Columbus), specie in occasione di trasferte nella capitale costaricense San Josè, registrate tra l’agosto ed il settembre 2014, nell’immediata vigilia della spedizione di cocaina, poi intercettata e sequestrata negli Stati Uniti. In tali circostanze di tempi e luoghi, investigatori costaricensi1 – coadiuvati dal F.B.I – hanno documentato non solo la consegna di denaro in favore di alcuni degli indagati, ma anche identificato compiutamente alcuni dei principali referenti del cartello costaricense.

Si tratta di soggetti operanti nello Stato centro americano, in contatto con esponenti colombiani dei cartelli del narcotraffico, che, avvalendosi di società di import-export nel settore della frutta e di altre derrate alimentari, hanno esportato ingenti quantitativi di cocaina verso porti degli Stati Uniti e dell’Europa (Olanda, Spagna e Belgio).

L’organizzazione criminale costaricense oggetto di iniziative giudiziarie congiunte, i provvedimenti sono delle rispettive Autorità giudiziarie di Reggio Calabria e di San Josè, avrebbe garantito negli anni carichi di cocaina destinata alla ‘ndrangheta

Il quadro complessivo delle indagini svolte ha evidenziato una caratteristica, tra le tante, peculiare del sodalizio di Gregorio Gigliotti: la sua pervasiva capacità di operare su diversi versanti criminali, agendo tanto sul fronte statunitense e centro americano, quanto su quello italiano, grazie ai suoi collegamenti con personaggi legati alla criminalità organizzata calabrese.

Lo schema criminale emerge collaudato e tipicamente ascrivibile alla tradizionale capacità della ‘ndrangheta di proiettare le sue attività oltre i confini nazionali, nel settore del traffico internazionale di stupefacenti e altri settori illeciti.

Sotto tale profilo, la transnazionalità delle condotte riconducibili ai sodalizi calabresi trova la sua più naturale estrinsecazione nella gestione del traffico internazionale di stupefacenti.

L’inchiesta Columbus, infatti, ha documentato il profondo radicamento dei sodalizi mafiosi di matrice ‘ndranghetista nella gestione di flussi di cocaina, proiettati in Nord America ed in Europa, ove possono gestire basi logistiche, sviluppare alleanze con altri cartelli criminali, reimpiegare agevolmente ingenti proventi delle attività illecite.

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