Messina ancora senz’acqua, da sei giorni, con enormi disagi per i cittadini, dopo la rottura sabato scorso della condotta dell’acquedotto di Fiumefreddo, a Calatabiano, per una frana. E la situazione non è destinata a migliorare. ll grave dissesto idrogeologicoin cui ricade la condotta, ha imposto ieri pomeriggio un nuovo drammatico blocco della maggiore fornitura d’acqua di cui la città dispone: oltre l’80 per cento del fabbisogno. L’emergenza idrica è scoppiata di nuovo, proprio mentre sembrava risolta. Il direttore dell’Amam, l’azienda Meridionale acque di Messina, Luigi La Rosa, ha fatto sapere che “per i prossimi giorni l’erogazione non verrà ripristinata perché ancora ci sono problemi per nuovi piccoli smottamenti nella zona della rottura e le riparazioni effettuate sembrano non essere sufficienti.’’ Un incubo per tutte le migliaia di famiglie che già subiscono l’intollerabile disagio. Il sindaco Renato Accorinti tramite ordinanza ha dichiarato la chiusura di scuole e uffici pubblici. Disagi enormi per ospedali ed esercizi commerciali. Allo studio degli esperti vi sarebbero soluzioni alternative: un aggancio alla condotta dell’Alcantara e le navi cisterna ma si tratta di “soluzioni complesse che potrebbero richiedere almeno altri 6 giorni. Il maltempo, poi, in vista del weekend, non agevolerà di certo le operazioni per liberare dal fango la tubatura di oltre 25 metri.”
Si moltiplicano intanto le chiamate dei cittadini ai numeri telefonici di polizia municipale, Protezione civile e Amam. Tanti disabili e anziani fanno presente di non potersi recare nei punti di approvvigionamento attivati da Palazzo Zanca e sollecitano l’invio di autobotti in vari quartiieri e rioni per alleviare i disagi mentre cresce il rischio igienico sanitario.





