“Non può che trovare IDV consenziente la richiesta di Libera Catanzaro, che punta a regolamentare in senso restrittivo, com’è avvenuto in tanti altri Comuni del nostro Paese, il gioco d’azzardo con le slot machine, visto che è una battaglia che Italia dei Valori porta avanti da sempre e per la quale ha raccolto anche 100mila firme. Si tratterebbe di un primo passo sen’altro importante in quanto vorrebbe, attraverso un’apposita ordinanza comunale, disciplinare gli orari di apertura delle sale giochi e l’orario massimo di funzionamento degli apparecchi”. Lo sostiene il capogruppo di Italia dei Valori, in consiglio comunale, Domenico Iaconantonio. “La nostra – ha proseguito – è una proposta che chiede l’eliminazione delle slot machine e dei giochi on line, oltre che la pubblicità. Siamo in presenza di un fenomeno che provoca un costo sociale altissimo e che richiede interventi di contrasto rigorosi ed immediati. L’Italia ha in assoluto la più alta densità di slot machine: ne ospita ufficialmente 414.158, circa la metà di quelle presenti in tutto il territorio degli Stati Uniti. Nel nostro Paese c’è un apparecchio ogni 143 abitanti. Gli esperti del Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo hanno calcolato i costi sociali in una forbice compresa tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro. Il Ministero della Salute ha fatto sapere che, a giugno 2015, le persone in trattamento terapeutico per la dipendenza da gioco d’azzardo erano 12.376, ma si stima che i soggetti non ancora certificati ma con patologia ormai attiva siano circa 800mila. Purtroppo, denunciano con forza tutte le associazioni non profit impegnate contro questa piaga, non si vede chiarezza sulla volontà di contrastare il fenomeno, né tanto meno su quali siano le effettive risorse da impiegare. Infatti – secondo l’esponente di Italia dei Valori – nonostante la Legge di Stabilità del 2014 abbia previsto 50 milioni di euro per assistenza e cura per ludopatia, di cui un milione dedicato alla sperimentazione di uno strumento informatico per monitorare le persone a rischio, oggi non ci sono indicazioni specifiche sull’utilizzo concreto di queste risorse e sui risultati ottenuti. Sempre il Ministero della Salute non dà informazioni sul programma denominato “Sistema di Sorveglianza Nazionale sul Disturbo da Gioco d’azzardo” che, con una dotazione di 100 mila euro, doveva agire sul fenomeno. Sul campo sono chiamate ad operare anche le Regioni, ma a parte la Lombardia che ha stanziato circa tre milioni di euro per sostenere 68 progetti ‘no slot’ sul proprio territorio, non si hanno notizie precise su come, dove e con che risorse le altre Amministrazioni regionali intendono agire contro la ludopatia, e non le ha queste notizie neanche lo stesso Ministero della Salute che non dispone di dati neppure sulle Aziende Sanitarie Locali che pure si trovano coinvolte nei programmi di cura per le persone dipendenti da ludopatia. Proseguiremo,quindi, insieme alle associazioni che hanno preso a cuore il problema – ha concluso Iaconantonio – la nostra battaglia per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo”.





