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Calabria – Battaglia (PD): “Servono coinvolgimento, sinergia e concretezza”

12 Ottobre 2015
in CALABRIA, CITTA, In evidenza, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 4 minuti
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Calabria – Battaglia (PD): “Servono coinvolgimento, sinergia e concretezza”

Di Marina Malara – “C’è la necessità di ritrovare lo spirito del 23 novembre 2014, quando il centrosinistra ha vinto la sfida elettorale regionale, per cambiare la Calabria e non per portare avanti una politica di pannicelli caldi. Bisogna quindi portare avanti un percorso importante”. Mimmo Battaglia, consigliere regionale del Pd, risorsa indiscussa del panorama politico reggino, amministratore dalle idee concrete e di ampia visione anche temporale,parte con questa significativa riflessione all’inizio dell’ intervista durante la quale ha risposto alle nostre domande che puntano a chiarire un quadro generale politico e funzionale della nostra regione.Partiamo dalla situazione politica e dalle prospettive future del governo regionale, nonostante le difficoltà già riscontrate e note a tutti. Cosa bisogna fare per agire più concretamente nella direzione del cambiamento che i calabresi si aspettano con questa legislatura?

Poiché si è partiti proprio dalla ristrutturazione della macchina amministrativa, riducendo i dipartimenti, lavorando sulla nuova programmazione, occupando fisicamente la Cittadella, possiamo già vedere i segnali di una inversione di tendenza. Oggi che questo cammino può considerarsi quasi realizzato, bisogna pensare a fissare quattro o cinque punti sui quali si gioca la nostra presenza in Consiglio Regionale. Uno di questi punti è la Zes a Gioia Tauro, e poi i grandi progetti, l’idea di creare, nonostante il commissariamento, una nuova sanità efficiente a cui i Calabresi possano fare riferimento, sulla base della realizzazione di quattro nuovi ospedali, della partenza della cardiochirurgia di Reggio che faremo di tutto per attivare. Dobbiamo portare a regime i piccoli ospedali assieme ai grandi ospedali, per una sanità in linea con i dettami nazionali da cui non si può prescindere, nel rispetto delle singole situazioni che potranno essere recuperate per funzioni migliorative. Perché piccoli ospedali, come quelli di Melito o Scilla, possono rappresentare un altro tipo di sanità ( ad esempio di tipo riabilitativo), tenendo bene a mente che la sanità più importante si fa nelle grosse strutture, nei famosi Hub come prevedono le prescrizioni nazionali. Venendo poi ad altri temi, visto che l’architrave politica è stata pensata anche con una modifica statutaria, sappiamo bene che oggi abbiamo una giunta di soli assessori esterni e lo accettiamo. Sarà probabilmente solo per un periodo e non per tutta la legislatura, ma bisogna ugualmente recuperare il già citato spirito dello scorso 23 novembre, coinvolgendo tutte le forze che quella vittoria l’hanno costruita, forze che hanno una propria storia in Consiglio Regionale e arrivate lì non per caso, ma grazie alla stima degli elettori. Quindi bisogna metterle al lavoro queste forze, attraverso il completamento delle commissioni, la nomina dei consiglieri delegati e, perché no, anche nuove formulazioni che possono essere costruite in corso d’opera.

Lei, per esempio, ha attivato la Conferenza Permanente Interregionale per il coordinamento delle politiche nell’area dello Stretto il cui statuto, da lei redatto, ha ricevuto l’ approvazione unanime durante l’ultima seduta in Consiglio Regionale. In poche parole, è una sua creatura!
Si esattamente. Noi abbiamo studiato l’area dello Stretto e tutto quello che in questi decenni si è sviluppato intorno e abbiamo toccato con mano l’assenza delle due Regioni. E’ sempre stato un problema trattato solo dalle due città di Reggio e Messina, con il coinvolgimento di Villa San Giovanni a pieno titolo per l’attraversamento dello Stretto, lo Stato e gli operatori pubblici e privati come le Ferrovie, Caronte e tutti quelli interessati. L’idea della costituzione di questa Conferenza nasce dalla necessità di fare entrare in scena le Regioni. La strategia complessiva che io vedo consiste nel fatto che, se è vero che oggi abbiamo un grossissimo problema con l’aeroporto dello Stretto, è anche vero che l’incontro politico, amministrativo e istituzionale con l’altra sponda potrebbe fornirci anche la soluzione del problema. Dobbiamo puntare ad un aeroporto che sia gestito da una società gestita al 50% dalla Regione Calabria e dalla Regione Sicilia, dalla città metropolitana di Reggio e dalla città metropolitana di Messina. Va ricostruito tutto e non può essere che la Provincia, che al momento detiene il 67% delle quote, possa fare tutto da sola. Sulle lacune della società di gestione non entro nel merito, perché voglio concentrarmi sulla funzione dell’aeroporto, che deve essere scissa dalla gestione. Lo Stretto senza Aeroporto non ha futuro. Parliamo di un area formata da una città di 500 mila abitanti e di un’area circostante di un milione e duecento mila abitanti. Sono dati che devono essere colti in una prospettiva futura.
Lei è già passato dalle parole ai fatti con un recente accordo con Caronte & Tourist.
Questo è solo un primo segnale di quanto si possa ottenere con questa Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell’area dello Stretto. Sono stato contattato da chi, privato, opera da 50 anni nel settore dell’attraversamento dello Stretto. Durante l’incontro con l’amministratore delegato della Caronte &Tourist, Nino Repaci, è nata l’idea di mettere a disposizione, grazie all’Amministrazione Provinciale di Reggio, un pullman gratuito per gli utenti messinesi del Tito Minniti, che consentirà, in corrispondenza degli orari dei voli Reggio-Roma e Reggio-Milano, il passaggio gratuito sulle navi della società Caronte & Tourist dei passeggeri che da Messina dovranno raggiungere l’aeroporto, visto anche il problema della frana sulla tratta autostradale tra Messina e Catania. Quindi si è formulata una soluzione poiché ci si trovava all’interno di una cornice riconosciuta come la Conferenza Interregionale, che ci consentirà anche di sederci, a pieno titolo, intorno ai tavoli tecnici nazionali del Ministero delle Infrastrutture e di renderci promotori di un quadro complessivo che possa riguardare l’attraversamento dello Stretto, il ruolo del Porto di Gioia Tauro, il ruolo del porto di Messina, l’aeroporto di Reggio e i collegamenti con le isole Eolie. Uno scacchiere importantissimo che difficilmente troviamo in altre zone geografiche. Sarebbe un delitto non unire tutto questo e noi, con questa legge sulla Conferenza Interregionale, abbiamo previsto che andranno incoraggiate e sostenute politiche di prossimità tra le due aree metropolitane. Anche i rapporti con Metromare potranno essere veicolati attraverso le Regioni. E’ assurdo che 20 anni fa le due sponde fossero meglio collegate di quanto non lo siano oggi. Bisogna davvero costruire un ponte di scambio amministrativo, istituzionale, culturale e commerciale.
Sulle contingenze relative alla situazione dell’Aeroporto dello Stretto che proposte fa per giungere alla soluzione?
Bisogna agire tutti insieme. Già il Presidente Oliverio si è incontrato con il presidente Enac per rimarcare la strategicità del Tito Minniti. E’ una battaglia di tutti, perché se muore questo aeroporto, con un alta velocità ferroviaria lontana da venire, con le difficoltà legate al gommato e alle autostrade, noi saremo tagliati fuori. Bisogna dare spazio anche alle altre compagnie aeree e low coast, i cui piloti adesso possono addestrarsi tranquillamente al simulatore con costi nettamente inferiori per le compagnie. Le low cost possono tranquillamente atterrare a Reggio. Bisogna costruire quell’appeal che mi rifiuto di credere che un area come la nostra non possa avere, ma con il contributo di tutti, Comune, Provincia, Regione. Noi non ci tireremo indietro perché su questo faremo la battaglia della vita.

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