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    seby romeo

    Il Pd al fianco della Roccisano: “Denunceremo l’accaduto”

    Il Pd reggino si schiera a difesa di Federica Roccisano. L’assessore regionale è stato vittima di una dura contestazione (qui i dettagli) mentre presenziava alla manifestazione a difesa dell’ospedale di Locri.

    .«La Locride – si legge in un comunicato diffuso dal Partito – aveva bisogno di una manifestazione a difesa dei propri sacrosanti diritti e della comunità. L’adesione di tantissimi sindaci, esponenti politici, istituzioni in genere, del vescovo poteva rappresentare l’inizio di un percorso unitario e positivo. Purtroppo, il comportamento del signor Calabrese Giovanni e del signor Sainato Raffaele, indegni rappresentanti pro tempore della splendida città di Locri, ha fatto fallire la manifestazione di questa mattina a difesa del diritto alla salute, sporcata dallo squadrismo fascista dei due isolati, quanto inadeguati, rappresentanti istituzionali in questione. L’aggressione subita dall’assessore Federica Roccisano, cui va la nostra massima stima e solidarietà, rivela la vera natura dell’operazione che si era tentato di fare, ma la reazione democratica dei tanti sindaci che hanno prontamente abbandonato la manifestazione e difeso le istituzioni democratiche, ci conforta perché esalta la grande civiltà democratica della maggioranza assoluta delle istituzioni e dei cittadini locridei. Il Partito democratico – prosegue la componente reggina del Pd  – continuerà a fare la sua parte con atti concreti insieme al presidente della giunta regionale, ai parlamentari e a tutte le forze politiche e istituzionali disponibili a un serio e unitario confronto, nell’esclusivo interesse della Locride. Il segretario provinciale, Sebi Romeo, ha già informato la Prefettura del gravissimo accaduto e sporgerà formale denuncia alle autorità competenti, a tutela dell’incolumità fisica di Federica Roccisano e di tutte le persone che, pacificamente, vorranno in futuro esprimere qualsivoglia opinione. La difesa della democrazia, della libertà di manifestazione e di parola prevarranno di fronte al comportamento di chi, pensando di essere un duce, non ha ben compreso che ci troviamo in una Repubblica democratica».