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    Cimitero Migranti in Calabria – Presentato ufficialmente progetto

    Il sindaco di Tarsia Roberto Ameruso, ha presentato ufficialmente e personalmente ieri, agli Uffici della Presidenza della Regione Calabria a Catanzaro, il progetto preliminare per la realizzazione del cimitero internazionale dei migranti. Lo rende noto il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli. L’opera che sarà realizzata insieme al nuovo cimitero comunale di Tarsia, prosegue la nota, occuperà una superficie di circa 10.000 metri quadrati. Sarà possibile, secondo quanto riferisce l’Ansa, accogliere alcune migliaia di migranti. Il costo complessivo previsto è di quasi 4 milioni di euro. Lo stesso progetto preliminare, sempre ieri, è stato spedito dal comune di Tarsia anche al Commissario straordinario per le persone scomparse, il prefetto Vittorio Piscitelli, che sta seguendo per conto del Governo la realizzazione dell’opera, giudicata dal rappresentante del Governo “assolutamente indispensabile e urgente, per poter dare una degna sepoltura a tutte le vittime delle tragedie del mare”. Solo nel 2015, è scritto nella nota, ci sono state oltre 3100 morti nel Mediterraneo, tra cui purtroppo anche tantissimi bambini e proprio ad uno di loro, al piccolo Aylan Kurdi, il bambino siriano di 3 anni trovato senza vita su una spiaggia della Turchia, le cui immagini choc hanno scosso e commosso il mondo, sarà intitolato questo cimitero. “Dopo l’impegno del Presidente della Regione – afferma Corbelli – è arrivato adesso il momento di passare dalle parole (e promesse) ai fatti. Non bisogna perdere più altro tempo. Auspico e chiedo che anche il Governo e l’Unione europea contribuiscano al finanziamento dell’importante opera. Una cosa è certa: questo cimitero internazionale dei migranti è non solo una opera di grande civiltà e di immenso valore umanitario universale, ma, come dimostrano purtroppo le continue tragedie del mare, è assolutamente indispensabile e urgente per dare una degna sepoltura a tutte le vittime dei tragici naufragi e per cancellare così la disumanità di quelle salme, senza volto e senza nome seppellite, con un semplice numerino, in tanti sperduti cimiteri”.