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    Sanità Reggio – Azzarà attacca: ‘Revocare il bando o denuncio’

    Nuccio Azzarà torna all’attacco. Questa volta nel mirino del segretario provinciale della Uil di Reggio Calabria c’è la manifestazione di interesse finalizzata a reperire 74 unità di personale “per lo svolgimento delle attività erogate in favore di cittadini ammalati, anziani e diversamente abili”, pubblicata all’inizio di settembre dall’Azienda ospedaliera reggina. Azzarà chiede al commissario dei Riuniti, Frank Benedetto, l’immediata revoca del bando. I motivi alla base della richiesta sono elencati in un comunicato stampa che il segretario ha indirizzato a tutti gli organi di stampa. Secondo quanto rilevato da Azzarà sono 9 i motivi per cui il bando deve essere revocato:

    1. Il bando, richiamando la L. 266/91 è rivolto “esclusivamente” alle Organizzazioni di Volontariato con palese violazione del principio della libera concorrenza.
    2. Alle organizzazioni di volontariato viene richiesto di mettere a disposizione dell’azienda personale “particolarmente qualificato” (art. 9 del bando) che secondo l’art. 2 del bando dovrebbe eseguire una serie di mansioni-funzioni previste per legge e CCNNLL per profili professionali inquadrati alle dipendenze dell’azienda. In particolare con tale procedura, si richiede ai volontari di svolgere le mansioni proprie dell’Operatore Socio Sanitario ed, inoltre, elevate appaiono le possibilità attraverso le quali i volontari potrebbero rivendicare la regolarizzazione di quello che appare a tutti gli effetti una attività lavorativa subordinata.
    3. Il bando prevedendo l’obbligo per i volontari di turnazione predefinita ed articolata atta alla copertura delle 24 ore, integra ulteriori elementi specifici del lavoro subordinato.
    4. I diversi turni imposti ai volontari prevedono un diversificato corrispettivo economico estremamente esiguo rispetto a quanto percepito dagli O.S.S, lasciando intravedere un indebito arricchimento dell’Azienda .
    5. L’inserimento di tali volontari nell’organizzazione del lavoro dell’Azienda con apposita individuazione della tipologia delle prestazioni dettate pedissequamente dal datore di lavoro, integra i requisiti normativi della subordinazione per come dimostrato da copiosa giurisprudenza.
    6. Le associazioni onlus non ha obblighi previdenziali nei confronti dei soci volontari, quindi, il bando non può agli artt. 3,8 e 12 prevedere tra i requisiti per l’accesso al rapporto convenzionale “essere in regola con gli adempimenti di natura previdenziale, altresì, le predette associazioni non hanno obbligo alcuno di possedere certificazione di qualità.
    7. Il bando non può prevedere che allo scadere della convenzione annuale l’aggiudicatario debba garantire la continuità delle attività sino ad individuazione del nuovo soggetto gestore, tutto ciò, infatti, è in aperto contrasto dell’art. 57 comma 7 del D.lgs n 163/2006 che prevede espressamente che : “è in ogni caso vietato il rinnovo tacito dei contratti aventi ad oggetto forniture, servizi, lavori, e i contratti rinnovati tacitamente sono nulli”.
    8. Si rammenta che non può il volontariato essere snaturato e piegato a logiche ed esigenze di tipo aziendalistico esaltate da vincoli e divieti ingeneratesi con il piano di rientro che soprattutto attengono le assunzioni di personale addetto agli aspetti domestico-alberghieri che appare del tutto inesistente. Il volontario non può essere chiamato a sopperire a carenze dell’Azienda oppure contribuire inopinatamente a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza.
    9. Non è possibile che facendo leva su una situazione di crisi occupazionale e di estremo bisogno si aggirino norme e leggi che sovrintendono le dinamiche lavorative anche in termini di qualità professionali e livelli di sicurezza che debbono essere garantiti ai pazienti ed ai cittadini tutti, obblighi e garanzie questi, che in nessun modo possono essere assunti dalle associazioni di volontariato.

    Il rischio secondo Azzarà è quello “dell’esternalizzazione di servizio ed una modifica sostanziale dell’organizzazione del lavoro che presuppone, tra l’altro, il rispetto di quanto previsto da norme e contratti di lavoro in materia di relazioni sindacali”. La Uil, inoltre, si legge nella nota “in ordine a quanto rappresentato chiedendo la revoca immediata della delibera su menzionata, comunica che in mancanza di immediato riscontro positivo si vedrà costretta ad adire le Autorità Competenti”.