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    Reggio – Azzarà: “Trasferimento reparto Medicina al Morelli, operazione rischiosa”

    di Domenico Grillone – “Il trasferimento del reparto di Medicina al presidio Morelli? Un’operazione rischiosa. E su questo argomento tutto l’ospedale esprime un giudizio assolutamente negativo. Anche se nessuno ha il coraggio di dirlo in maniera ufficiale”. Nuccio Azzarà, segretario provinciale della Uil Fpl, nel corso della settima conferenza stampa sulle criticità dell’azienda ospedaliera reggina, punta l’indice, stavolta, sulla decisione del commissario straordinario, Frank Benedetto, di accorpare la Medicina dei Riuniti con quella del Morelli: in pratica i 20 posti letto esistenti nel nosocomio reggino andranno ad aggiungersi agli altri 20 presenti nel presidio ospedaliero situato a sud della città. La preoccupazione di Azzarà è che si stia realizzando al Morelli una megastruttura di 60 posti letto in condizioni di assoluta insicurezza. E lo spiega partendo dal rapporto minimo, sotto il quale è impossibile scendere, che deve esistere tra infermieri e pazienti per poter gestire al meglio il reparto. E cioè un infermiere per ogni cinque pazienti. La realtà della Medicina reggina, invece, secondo i dati forniti dal sindacalista della Uil, registra un rapporto assolutamente diverso: per la medicina dei Riuniti ai 20 posti letto esistenti occorre aggiungere una media di 12 barelle per un totale di 32 pazienti; gli infermieri effettivi sono 16, dei quali 3 usufruiscono della legge 104, 4 infermieri hanno alcune limitazioni, uno è fuori turno, una infermiera svolge il ruolo di coordinatrice facente funzioni, altri tre sono con contratto in scadenza. Inoltre il 30 per cento degli infermieri è assente per ferie, malattie ed altro. Restano in servizio effettivo una media di 10 infermieri con una rotazione di 2, massimo tre infermieri a turno. Alla fine il rapporto infermieri/pazienti, secondo i dati di Azzarà, si attesta a 1/15 arrivando addirittura a 1/18. Cambia poco anche la situazione della Medicina del Morelli: su 20 posti letto ed una media di 8 barelle, (28 pazienti in totale) gli infermieri effettivi in servizio sono 15. Tra questi, due usufruiscono della legge 104, 3 hanno delle limitazioni, uno è fuori turno per trasferimenti ed il 30 per cento è assente per ferie, malattie ed altro. In sostanza, la media degli infermieri in servizio effettivo è di 10 per un rapporto infermieri – pazienti di 1/12, 1/14. “I cittadini devono sapere che attualmente non è possibile assicurare i Lea (livelli essenziali di assistenza, ndr) in quanto il rapporto infermiere – paziente è nel migliore dei casi 3, 4 volte superiore rispetto a quanto deve essere”. Una stilettata Azzarà la rivolge nei confronti della politica che, in merito a queste problematiche, risulterebbe completamente assente. “Visto che la salute è un tema che sta a cuore a tutti, dovrebbe essere scontato che un politico sia la prima persona ad essere interessata sulle condizioni in cui versano i nostri ospedali e i nostri servizi, ma purtroppo non è così, altrimenti non si spiegherebbe il motivo”. “Quindi – aggiunge il segretario provinciale della Uil Fpl – facendo due conti, il nuovo reparto di Medicina che sarà trasferito al Morelli, a detta del commissario Benedetto con 60 posti letto, per garantire i Lea deve avere un minimo di 10 infermieri, inclusi gli Oss, a turno che, moltiplicato per cinque turni, sono la bellezza di 50 infermieri, visto che si prevede minimo il 30 per cento costante delle assenze tra ferie, malattie e quant’altro”. A questo bisognerebbe aggiungere la necessità di un’alta efficienza dei servizi: radiologia, laboratorio d’analisi ecc. che invece, secondo le parole di Azzarà, funzionano solo sei ore al giorno anziché h 24 e con personale assolutamente insufficiente. Anche in questo caso i numeri sono altamente deficitari: mancano tecnici di radiologia, personale infermieristico e diverse figure nel campo dell’assistenza sanitaria che ancora non sono state coperte. Un’ultima annotazione, quella riguardante i tanti locali vuoti ed inutilizzati presenti all’interno dei Riuniti, come i locali dell’ex Ematologia, abbandonati da più di tre anni ed utilizzati in minima parte, solo tre camere, da associazioni di volontariato. “Perché – si domanda Azzarà – non utilizzarli compiendo l’operazione inversa, portando cioè la Medicina del Morelli ai Riuniti?”.