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    Presentato esposto in Procura contro la nomina di Benedetto a commissario straordinario dell’azienda ospedaliera

    di Domenico Grillone – Dopo il caso di Santo Gioffrè, commissario dell’Asp per la cui nomina l’Autorità Anticorruzione ha sanzionato la precedente giunta regionale e paralizzato per tre mesi, nei fatti, l’attività del presidente Mario Oliverio, per il segretario provinciale della Uil Fpl, Nuccio Azzarà, anche per Frank Benedetto, commissario straordinario dell’azienda ospedaliera reggina, esisterebbero elementi di inconferibilità ed incompatibilità. Tanto da presentare il 9 settembre scorso un esposto all’Autorità Anticorruzione, al Ministero dell’Economia e Finanze (ex Tavolo Massicci), al dirigente regionale dell’Anticorruzione, Gabriella Rizzo. Ed un altro, presentato ieri, in Procura. Per Azzarà il ruolo politico svolto da Benedetto fino al 2011 all’interno del consiglio comunale reggino rappresenterebbe un elemento incompatibile con la sua nomina a commissario straordinario dell’azienda ospedaliera reggina. Proprio perché, secondo il sindacalista della Uil, la legge 39 del 2013 fissa le regole riguardo le nomine e dice esplicitamente che “non possono essere conferiti incarichi da direttore generale, sanitario ed amministrativo a persone che nei cinque anni precedenti siano stati candidati ad elezioni europee, nazionali, regionali e locali, in collegi elettorali che comprendono il territorio delle Asl”. Qualcuno fa notare che il comma 5 dell’articolo 8 della legge 39 escluderebbe questa regola per i Comuni sopra i 15 mila abitanti, come appunto Reggio Calabria, ed in questo caso la nomina di Benedetto sarebbe legittima. Ma saranno le autorità competenti a chiarire la questione. Anche l’elenco regionale degli idonei per svolgere questo tipo di funzioni presenterebbe, sempre secondo quanto asserito da Nuccio Azzarà, elementi di incompatibilità che assottiglierebbero di molto il numero dei candidati. Stesso discorso per quanto riguarda il direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera reggina, Giulio Carpentieri, in posizione di quiescenza, per il quale lo stesso Azzarà ha annunciato un esposto alle autorità competenti, dopo quello presentato dal Movimento 5 Stelle. Il motivo, secondo Azzarà, è che il dottore Carpentieri negli ultimi 10 anni avrebbe dovuto svolgere per almeno 5 anni il ruolo di dirigente in sanità svolto, così come recita la legge. Ed invece, sempre secondo le parole di Azzarà, l’avvocato Carpentieri non è mai stato applicato nel settore della sanità. “E’ chiaro che ci ritroviamo in un caso di palese incompatibilità”.