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    Reggio – Ps Riuniti, la Uil passa dalle parole ai fatti: denunciate criticità alla Procura

    La Uil ha depositato presso il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria un esposto sulle criticità in cui versa l’ospedale reggino “il più importante – scrive Nuccio Azzarà, segretario provinciale del sindacato – della regione”.
    “Esaurito le denunce pubbliche – continua Azzarà – relative alle generali precarie condizioni in cui versa la struttura ospedaliera” il sindacato si è visto costretto ad agire per altre vie. “Non è bastata l’ultima delle cinque conferenza stampa in cui si erano rimarcate le pericolosità incombenti sui cittadini e gli operatori per un pronto soccorso non più in condizioni di sicurezza”.
    L’odierna denuncia nasce da una nota inviata dagli operatori sanitari del pronto soccorso al sindacato dove gli stessi “chiedevano alla Uil di prodigarsi per bloccare l’inarrestabile deriva dell’importante unità operativa inserita nel Dipartimento Urgenza Emergenza, che ha l’obbligo di contribuire a garantire i cosiddetti Lea (Livelli Essenziali di Assistenza)”.
    Per questo motivo “non è rimasto altro che denunciare formalmente la cronica carenza di personale a fronte dell’enorme carico di lavoro (75.000 accessi l’anno) ancor più marcato dalla ridotta attività o chiusura di strutture sanitarie della provincia, aumento degli sbarchi di immigrati, aumento degli accessi durante il periodo estivo…” “…il tutto aggravato dalla insufficienza o mancanza di ausili quali barelle, letti, carrozzelle, presidi materiale di consumo ecc…” e di come tutto ciò possa mettere a repentaglio la vita dei cittadini”.
    In estrema sintesi, il personale infermieristico, non sarebbe posto nelle condizioni idonee a garantire prestazioni assistenziali e di supporto compiuto all’attività medica con prevedibile ricaduta negativa sulla qualità-sicurezza delle prestazioni stesse. Il personale risulta, dunque, nell’impossibilità di fornire i livelli minimi essenziali di assistenza. “Questa grave situazione – prosegue il sindacalista – da tempo più volte segnalata alle istanze superiori, dagli operatori, non ha comportato alcun riscontro utile alla soluzione delle deficienze denunciate, ma addirittura nel tempo la situazione è ulteriormente peggiorata, ingenerando negli stessi, un vero e proprio stato depressivo scaturente dall’impotenza e dall’incombente pericolo di responsabilità di ordine civile e penale. La drammaticità della situazione, non più sostenibile, ha indotto la UIL a rompere gli indugi e chiedere alla locale Procura di voler verificare se nel caso di specie siano state poste in essere condotte rilevanti sotto il profilo penale per una incongrua, gestione delle risorse umane e dei presidi medici e chirurgici e farmacologici. Negli anni questa segreteria Provinciale, pressoché inascoltata, ha più volte messo in risalto di come la mancanza di programmazione e di organizzazione, soprattutto nei reparti “di prima linea”, stesse ingenerando il classico punto di non ritorno con l’aumento esponenziale di errori umani altamente pericolosi per la vita dei pazienti e l’incolumità degli operatori”.
    “Dispiace – conclude Azzarà – dover registrare, il disinteresse generale della politica la quale si è di già dimenticata delle promesse fatte in campagna elettorale riguardo una inversione di tendenza gestionale non più procrastinabile nel tempo nella sanità”.