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    Mariangela Passiatore

    Rapita nel ’77, la verità sulla Mariangela Passiatore: stuprata e uccisa a bastonate

    Mariangela Passiatore, la moglie dell’industriale Sergio Paoletti, rapita nel 1977 nei pressi di Brancaleone dove è poi deceduta, è stata stuprata dai suoi carcerieri, uccisa a bastonate e seppelita vicino ad un casolare di montagna. A rivelare la verità su quel tragico rapimento avvenuto 38 anni fa in una domenica di fine agosto in Calabria, sono, secondo quanto scrive il Corriere della sera, le parole di un padrino delle cosche calabresi trapiantato a Milano. La vicenda è entrata nelle pagine dell’inchiesta “Platino” condotta dalla Procura di Milano. A parlare Michele Grillo, coinvolto anche in altri sequestri e che all’epoca era poco più che un ragazzo.

    Mariangela, la sera del rapimento stava cenando con il marito e altri due amici nella villa costruita a Costa dei Gelsomini, a una sessantina di chilometri da Reggio Calabria, quando arrivarono cinque banditi armati che legarono e imbavagliarono tutti tranne Mariangela, che invece venne caricata in auto e fatta sparire. La donna all’epoca aveva 44 anni, soffriva di ulcera intestinale e di esaurimento nervoso, doveva assumere farmaci con regolarità. E proprio dall’acquisto di quei farmaci parte il racconto di Grillo: «Ero andato a prenderle le medicine. Era nervosa, una persona con problemi, prendeva le medicine e le veniva un sonno pieno. Ero con tre paesani e hanno iniziato a fare domande: a che vi servono? Perché quelli sapevano che si dovevano portare per lei». Grillo continua con i ricordi: «Poi torno ed erano là che la stavano stuprando. Sono arrivati e l’hanno trovata che dormiva… io dovevo salire a portare le medicine. Ho trovato questi, questi cornuti…bastardi e cornuti l’hanno ammazzata a bastonate in testa».

    Una ricostruzione assolutamente compatibile con il silenzio che ha seguito le telefonate dei rapitori arrivate a Paoletti nei primi giorni, per poi interrompersi improvvisamente. Un silenzio durato trentotto anni.