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    Reggio – Via alla ricapitalizzazione Atam. Ma in Consiglio è bagarre sulla mozione Caracciolo

    di Stefano Perri – Passa all’unanimità in consiglio comunale la delibera che modifica lo statuto dell’Atam ricostituendo il capitale sociale dell’azienda di trasporti cittadina. Dopo un lungo dibattito, che ha registrato una serie di tensioni tra maggioranza e opposizione, il provvedimento, attesissimo, è stato votato ”per senso di responsabilità” anche con il parere favorevole della minoranza.

    Nello specifico la delibera approvata prevede la ricostituzione di un capitale sociale di 500mila euro, diviso ”in 50mila quote da 10 euro”. Il Comune di Reggio Calabria riconosce quindi alla Società, della quale attualmente è socio unico, l’azzeramento delle residue perdite, per un importo complessivo di 6,9 milioni e la ricostituzione del nuovo capitale sociale per un totale di 500 mila euro. Per farlo l’amministrazione ha determinato il conferimento di beni immobili, per un valore complessivo di 7,4 milioni. In particolare i beni che passeranno nella disponibilità societaria dell’Atam sono l’area di Largo Botteghelle, sede dell’Amministrazione Atam, per un importo stimato dal Dirigente Pianificazione e Valorizzazione del territorio Carmelo Nucera in 2,9 milioni, e l’area ed i fabbricati di via Foro Boario, per un valore complessivo di 4,5 milioni.

    Si tratta di un presupposto essenziale con il quale l’azienda si presenterà domani al passaggio decisivo dell’udienza, forse quella definitiva, sul fallimento aziendale chiesto dalla Procura reggina. Il piano di rientro concordato con il Comune prevedeva la riduzione delle spese per il personale (obiettivo raggiunto grazie al contratto di solidarietà accettato dai sindacati), il riconoscimento dei crediti da parte della Regione Calabria e la successiva certificazione ministeriale, l’accordo dell’Atam con i creditori ed appunto la ricapitalizzazione da parte del Comune di Reggio. Il voto unanime del Consiglio dunque aggiunge l’ultimo tassello necessario a determinare un esito positivo scongiurando una volta per tutte l’ipotesi di fallimento per la società titolare del servizio di trasporti pubblici in riva allo Stretto.

    dattola consiglio comunaleMa nonostante il voto finale diversi sono stati i momenti di frizione nel lungo dibattito andato in scena nel civico consesso. Il capo dell’opposizione ha chiesto ed ottenuto chiarimenti circa la valutazione dell’area del Botteghelle, che rispetto all’ultima stima richiesta è praticamente raddoppiata. A rispondere è stato lo stesso dirigente Nucera, che ha spiegato i nuovi criteri di valutazione alla luce delle tariffe adottate dal Comune nel 2012. ”I valori di mercato non sono stati determinati a caso – ha spiegato – e mi sento di aggiungere che rispetto ai valori dell’osservatorio il valore è ancora sottostimato. La valutazione del Tribunale sarà sicuramente superiore e nell’ipotesi remota in cui non dovesse essere così, si potrà procedere comunque ad un’ulteriore integrazione”.
    Ma la presa di posizione di Dattola non è l’unica tra i consiglieri di minoranza. Polemici i consiglieri di Reggio Futura Maiolino e Matalone. ”Votiamo solo per senso di responsabilità – spiegano i due – ma non ci piace assolutamente come è stata gestita questa vicenda, sia in commissione che in consiglio comunale”.

    La mozione Caracciolo – Superato lo scoglio della ricapitalizzazione dell’Atam la maggioranza si inceppa però ad un passo dal traguardo. E’ la mozione presentata dalla consigliera di Forza Italia Mery Caracciolo a mandarla in panne per una buona oretta. La mozione chiede alla Giunta di impegnarsi con il Governo per il ritiro dell’emendamento presentato dal Pd Marco Meloni in Commissione Affari Istituzionali alla Camera alla riforma ”Buona Università” promossa da Renzi. L’emendamento prevede il ”superamento del mero voto minimo di laurea quale requisito per l’accesso ai concorsi e la possibilità di valutarlo in rapporto a fattori inerenti all’istituzione che lo ha assegnato”. In sostanza sarebbe come dividere le università italiane in atenei di serie A e di serie B. Una questione sulla quale il mondo universitario ha protestato a gran voce e che sta alla base della mozione di Mary Caracciolo. Il testo però non è ben visto dalla maggioranza comunale. Nonostante in tanti, compresa l’assessore alla Cultura Patrizia Nardi, si dichiarino ”favorevoli” alla mozione, si teme che votare un testo critico nei confronti di un governo ‘amico’ possa essere visto come un clamoroso autogoal per la maggioranza. A qualcuno probabilmente suona ancora nelle orecchie il gran boato sollevatosi dopo l’approvazione unanime della mozione Ripepi sulla famiglia naturale di qualche mese fa.
    E così tra accuse di strumentalizzazione, qualche parola grossa e molteplici richieste di rinvio,  alla fine il Consiglio viene sospeso per una mezz’oretta. Giusto il tempo di andare a verificare gli intendimenti del Governo sull’emendamento presentato dal deputato Meloni. Ed in effetti due giorni fa il Ministro Madia aveva affermato dalle colonne de L’Unità che il Governo intende chiedere il ritiro del’emendamento incriminato. Basta questo a convincere la maggioranza ad accordarsi alla mozione presentata da Mary Caracciolo e sostenuta da tutta la minoranza. La figuraccia è evitata. Tutti di nuovo d’amore e d’accordo. Ed il Consiglio può chiudersi con un altro voto all’unanimità.

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