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Reggio – Sul: “Una legge regionale sugli appalti in linea con l’Europa”

8 Luglio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Reggio – Sul: “Una legge regionale sugli appalti in linea con l’Europa”

di Domenico Grillone – Sono note e ampiamente discusse le tante insidie riguardo l’aggiudicazione degli appalti con la semplice applicazione del massimo del ribasso. Basti pensare a ciò che ha detto Raffaele Cantone, il magistrato che presiede l’Autorità Nazionale Anticorruzione il quale più volte ne ha sottolineato la pericolosità definendolo “il criterio che meno premia la qualità delle opere e che più presta i fianchi alle infiltrazioni mafiose”. Pochi sanno, invece, che in Italia nessuna delle sue regioni, compresa quindi la Calabria, applica il reiterato invito dell’Unione europea a legiferare in maniera rigorosa sulle norme che regolano il sistema degli appalti. Come? Vietando per legge prima d’ogni cosa proprio l’aggiudicazione con il massimo ribasso e ad adottare l’offerta economicamente vantaggiosa per la gestione degli appalti ma che tenga conto di altri importanti parametri come le diverse componenti tecniche, produttive e strutturali dell’azienda. Per esempio, quello di sostenere l’economia locale adottando norme che garantiscano la legalità e la territorialità degli approvvigionamenti di quanto necessita nell’espletamento dell’appalto.
E l’iniziativa di Sul (Sindacato unitario lavoratori), presentata dal coordinatore provinciale, Aldo Libri, nel corso della conferenza stampa svoltasi nei locali di Via Missori, va proprio in questa direzione: una raccolta di firme per cinque punti ben precisi e dettagliati per avviare la proposta di una legge regionale sugli appalti di servizi nelle pubbliche amministrazioni (pulizie, mense, sorveglianza ecc.) chiedendo ai lavoratori, consiglieri regionali, amministratori locali ed associazioni dei datori di lavoro che si pronuncino nel merito.
Ed eccoli, in dettaglio, i punti elaborati dal Sul sulla questione: 1) il divieto categorico di ricorrere alle aggiudicazioni degli appalti con il massimo ribasso; 2) la definizione di parametri oggettivi ed inoppugnabili per definire la congruità della base d’asta dell’appalto. Nessuna stazione appaltante pubblica potrà derogare dal calcolo economico di congruità. Oggi avviene, anche per le restrizioni determinate dalla crisi ormai settennale, che si bandiscano appalti con basi d’asta nettamente inferiori alle necessità oggettive (salari, spese strutturali, materiali, ricavo aziendale) e su queste basi d’asta spesso si effettua un ulteriore abbassamento dell’offerta; 3) il rafforzamento e la specificazione della clausola sociale di salvaguardia del posto di lavoro in caso di cambio d’azienda, attualmente già prevista nei contratti nazionali di settore; 4) il blocco di nuove assunzioni in presenza di lavoratori con meno di 18 ore settimanali medie, per porre rimedio a contratti a scarsissimo numero di ore e, conseguentemente, con salari di fame. A nostro parere va stabilito che tutte le ore non prestate da lavoratori dimessi, pensionati o stabilmente assenti a qualsiasi titolo vadano riversate sui lavoratori in servizio allo scopo di rendere sempre più dignitosi i loro stipendi. Unica deroga al blocco delle assunzioni può riguardare le qualifiche dirigenziali per le quali si possa utilizzare solo il contratto a tempo determinato che scada al termine dell’appalto; 5) il privilegio per le società appaltatrici che, a parità di condizioni, si riforniscano presso le aziende calabresi per gli strumenti ed il materiale di necessità primaria per l’espletazione dell’appalto, garantendo la sicurezza e la legalità dell’approvvigionamento e dell’origine produttiva dei beni.
“Presenteremo le firme entro il mese di settembre – dice Aldo Libri – intanto chiediamo ai consiglieri che sono disponibili di presentare una proposta di legge in merito. Noi siamo pronti a dare tutto il nostro contributo con i nostri dirigenti, i delegati, i lavoratori ed il nostro ufficio legale a spiegare cosa vogliamo. Lo chiediamo anche alle nostre controparti, perché anche le organizzazioni dei datori di lavoro si lamentano parecchio di questa situazione. Però vorremmo capire che posizione hanno, vorremmo un confronto per ragionare sull’intera questione”.

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