di Domenico Grillone (Foto di Antonio Sollazzo)- Parte lo “Splash Tour 2015” de “I Tamburi di Luca Scorziello” con una prima data, quella del 12 giugno, che già si preannuncia assai ricca di significati, sia dal punto di vista artistico che sociale. Intanto c’è da dire che il concerto si svolgerà alle ore 21 ad Ecolandia, il parco ludico-tecnologico-ambientale situato nei pressi di Arghillà. Un luogo incantevole, inserito in un contesto sociale non certo facile, un patrimonio cittadino che rappresenta un vero e proprio tesoro da far conoscere e valorizzare. Ed ecco che la sinergia con il Consorzio Ecolandia, assieme a quella di Libera e della Cooperativa sociale Collina del Sole, ha permesso poi di allargare una rete di condivisione e di collaborazione tra amici, musicisti, tecnici audio e qualche istituzione per dare vita ad un evento che si preannuncia già come una sorta di megaconcerto. Presentato nella sede dell’associazione culturale “Incontriamoci Sempre”, l’evento musicale per la parte artistica prevede la presenza sul palco, oltre alla ventina di artisti (vedi intervista a strill sul progetto) che fanno parte dell’ensemble creato da Luca Scorziello, di Mimmo Cavallaro dei Taranproject e Toni Canto cantautore siciliano che ha scritto brani per Mario Venuti e Alessandro Mannarino. Ad aprire il megaconcerto ci penserà Fabio Macagnino e la sua Jasmine coast band, un progetto etno-cantautorale che sta riscuotendo grande interesse dalla critica di settore. Al termine del concerto sarà la volta della selezione in vinile afro-funk, raggae di Alex Perdido. Si sta lavorando alacremente per la scenografia e per mettere a punto tutti i dettagli, compresa la prevista navetta dell’Atam che permetterà di recarsi al parco per il concerto e poi tornare a casa con tutta tranquillità. La cosa bella, tra le tante, di questa iniziativa è che tutto sta partendo dal cuore: nessun produttore né tantomeno finanziamenti da parte di chicchessia. Solo grande passione e la volontà di realizzare, facendo rete, qualcosa di importante, sotto il profilo artistico e sociale. A tal proposito il contributo liberale per l’ingresso, nel senso che ogni spettatore deciderà di pagare quanto crede, andrà a favore della Cooperativa sociale che opera nel territorio di Arghillà nel settore agricolo, più volte vittima di atti vandalici. Una operazione per la quale Luca Scorziello ne va decisamente fiero. “Si tratta di una fatica immensa, non è facile portare avanti una produzione così ma ci abbiamo messo amore e passione che ci stanno guidando in questo percorso. Certo un aiuto economico non ci avrebbe fatto male ma quello che a noi più interessa è fare rete, così come stiamo facendo”. Un progetto, quello dei suoi Tamburi, per il quale Scorziello non ha nessuno difficoltà ad ammettere di volersi giocare tutte le sue carte. “Verranno dei manager tedeschi ad ascoltare il concerto, a vedere una ventina di musicisti sul palco che in fatto di preparazione musicale non hanno niente da invidiare a nessuno, grandissimi artisti e musicisti che ho sempre stimato. Uno spettacolo che, con un po’ di fortuna, potrebbe essere esportato dappertutto”. Scorziello aveva anticipato nei giorni scorsi a Strill le influenze musicali del progetto che parte dalla tradizione per poi incastrarsi perfettamente con un sound africano, ritmi brasiliani e perfino arabeggianti. Ma stavolta con la presenza di due cantanti, un chitarrista, bassista e tastierista. Un progetto di world music, quindi, che avrebbe tutte le carte in regola per imporsi. “Avevamo pensato ad una scenografia che prevedesse sul palco un mappamondo – continua Scorziello – ma i costi, oggettivamente, erano proibitivi. In ogni caso qualcosa faremo perché per me la scenografia è importante, Si tratta di un progetto artistico che valica i generi musicali e gli stili – sottolinea Luca Scorziello dall’alto della sua esperienza di palchi internazionali – per andare diretto al cuore della gente cercando di trasmettere un senso di gioia e di condivisione; un progetto si ambizioso, ma che vuole essere una reale opportunità lavorativa per i componenti del gruppo, tutti musicisti professionisti, per sfatare la convinzione di qualcuno che pensa che si possa fare arte, non pagando i musicisti e quindi svilendone la professionalità”. Un progetto che Luca ha voluto legare ad Arghillà, un quartiere per come le luci, l’audio e tutto ciò che rende ancor più piacevole lo show. il quale l’artista reggino ci tiene molto. “Il vecchio progetto dei Tamburi del Sud partì proprio da questo quartiere. Adesso sono felice di tornare con il mio ensemble, quello che ho sempre cercato e voluto”. A dare una mano a Scorziello c’è anche Alessio Laganà, artefice del sempre più promettente Play Music Festival, che collabora dal punto di vista artistico ed a cui è toccato, nel corso della conferenza stampa, il compito di illustrare il progetto. Ad intervenire nel corso dell’incontro sono stati poi Marcello Spagnolo e Carmine Gelonese del Consorzio Parco Ecolandia, Mimmo Nasone in rappresentanza di Libera, Mariella Quattrone, presidente della cooperativa sociale Collina del sole, il consigliere comunale Enzo Marra con delega dal Sindaco che ha assicurato la pubblicizzazione dell’evento sul sito del Comune, la presidente del Conservatorio Francesco Cilea, Daniela De Blasio, il padrone di casa ovvero Pino Strati, presidente dell’Associazione Incontriamoci Sempre, da tempo vicino all’artista, un rappresentante dell’associazione Nuova Solidarietà e don Francesco, parroco della parrocchia di Arghillà che ha portato l’adesione della comunità. All’ultimo momento è arrivata anche l’adesione di Emergency che ha comunicato la sua partecipazione all’evento con uno stand.








