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    Polemica consulenza Atam – Castorina attacca ‘certa stampa e la vecchia politica che rifila polpette avvelenate’

    “Il lavoro scrupoloso degli operatori dell’informazione, a volte, rischia di essere strumentalizzato e compromesso da ben individuati ispiratori che, secondo i più consumati e stantii riti della vecchia politica, somministrano ai giornalisti le cosiddette ‘polpette avvelenate'”. Così Antonino Castorina Capogruppo del Pd a Reggio Calabria. “Ricostruzioni fantasiose, incomplete, artificiosamente realizzate – ha aggiunto Castorina – con l’obiettivo di costruire casi inesistenti per colpire il percorso di rinnovamento che è stato intrapreso dal Comune di Reggio Calabria, sotto la guida brillante, trasparente e illuminata del sindaco Giuseppe Falcomatà.
    Rientra in quest’ambito il presunto “caso” che mi coinvolgerebbe nell’ultima vicenda che in ordine di tempo ha riguardato l’Atam, ovvero la sottoscrizione di un rapporto consulenziale tra via Foro Boario e un professionista che per lungo tempo ha svolto la funzione di revisore dei conti dell’Atac, l’azienda di trasporto pubblico di Roma.
    Smentisco categoricamente qualsiasi mia presunta “sponsorizzazione” per chicchessia, che non è mai avvenuta e che appartiene solo alla sfera dell’interessata fantasia di alcuni ben individuati personaggi. Ho sempre disprezzato e disprezzo questi metodi che non appartengono alla mia cultura personale, familiare e politica.
    Che si tratti solo di chiacchiere, lo dimostrano i fatti e, soprattutto, gli atti. Ho espresso chiaramente la mia posizione in seno agli organismi consiliari competenti, mettendo a verbale il mio punto di vista riguardo alla necessità che l’Atam si dotasse di un sistema di controlli interni, nel rispetto della vigente normativa anticorruzione, anche al fine di evitare pesanti sanzioni.
    Mi attribuisco invece la responsabilità di aver voluto allontanare da una municipalizzata con 30 milioni di euro di debiti e un’istanza di fallimento pendente in Tribunale il rischio di pratiche corruttive e nuove malversazioni.
    Dopo il disastro del passato e dopo le vergognose pagine scritte da chi ha portato l’Atam sull’orlo del dissesto, ritengo che fosse fondamentale sul piano politico e amministrativo mettere in sicurezza una realtà che è stata letteralmente saccheggiata, al punto che si è reso necessario esperire l’azione di responsabilità nei confronti dei vertici dell’epoca dell’azienda.
    Al contempo, è destituito di ogni fondamento, sorprende ed è addirittura ridicolo ogni presunto “retroscena” in ordine alle presunte tensioni nelle relazioni politico-istituzionali tra il capogruppo del PD in consiglio comunale e il sindaco Falcomatà, cui mi onoro di essere legato da un rapporto di stima personale prima ancora che di forte sintonia politica.
    Non mi compete entrare nel merito del rapporto tra il sindaco di Reggio Calabria e l’amministratore unico dell’Atam cui competono gli atti gestionali dell’azienda.
    Ho inteso chiarire subito i termini di questo presunto caso che si fonda – lo ripeto ancora una volta – su ricostruzioni politiche false e interessate, rispetto alle quali ho trovato doveroso intervenire a tutela della mia onorabilità personale e politica”.