di Stefano Perri – Sarebbero state colte nel cuore della notte mentre si trovavano a letto le due vittime dell’efferato duplice omicidio avvenuto a Reggio Calabria, in un appartamento posto al primo piano di una casa popolare nella zona sud della città, le palazzine Ina Casa di via San Giuseppe, tra viale San Giuseppe e Traversa Sbarre Inferiori.
Pasquale Laurendi, il pensionato 55enne fermato in seguito all’intervento degli agenti delle Volanti della Questura e della Squadra Mobile di Reggio Calabria, avrebbe agito in piena notte, tra le tre e le quattro. La moglie, che dormiva a fianco a lui, sarebbe stata svegliata nel cuore della notte e avrebbe tentato di difendersi prima di soccombere alla furia ceca di Laurendi, che secondo una prima ricostruzione avrebbe inferto una ventina di coltellate sul suo corpo prima di avventarsi contro la suocera ed uccidere anche lei a coltellate e con l’aiuto di un corpo contundente.
Il Procuratore aggiunto Gaetano Paci parla di un ”raptus di follia”, da parte di un soggetto che già in passato aveva avuto un coinvolgimento in un processo per reati di mafia, dal quale era comunque uscito senza alcuna condanna, e che risultava in cura presso uno specialista che gli aveva prescritto degli psicofarmaci. Risultava comunque ”interdetto” e quindi incapace di intendere e di volere.
Gli elementi acquisiti sono numerosi e provengono soprattutto dai familiari di Laurendi, che da subito, resisi conto dell’insano gesto compiuto dall’uomo, hanno allertato la polizia e il personale sanitario. L’operazione è stata compiuta congiuntamente dal personale dell’Ufficio Volanti, che hanno rintracciato l’uomo su segnalazione della sala operativa della Questura, e della Squadra Mobile che ha provveduto ai rilievi sulla scena del crimine insieme con gli uomini della Scientifica. ”Stiamo ancora ricostruendo la dinamica dell’omicidio – ha spiegato l’aggiunto Paci insieme con il Procuratore capo Cafiero de Raho – per comprendere cosa sia realmente accaduto. Quello che sappiamo è che fino a ieri sera l’atmosfera familiare era apparentemente tranquilla. Non sappiamo se è accaduto qualcosa durante la notte o se è scattato qualcosa nella testa del presunto omicida”.
Dopo il duplice omicidio, l’uomo avrebbe tentato di darsi alla fuga, scappando in direzione della Statale 106. A seguito della segnalazione dei parenti, che visto fuggire l’uomo con i vestiti sporchi di sangue, Laurendi è stato bloccato dagli agenti della Questura nei pressi dello svincolo di San Gregorio, all’estrema periferia sud di Reggio Calabria.
In mattinata Laurendi è stato tradotto presso l’ufficio del Pm che seguiva il caso. Ma prima che l’interrogatorio potesse iniziare l’uomo si è reso protagonista di un altro attacco di follia, tentando di gettarsi dalla finestra dagli uffici della Procura e sbattendo ripetutamente la testa contro il muro. Solo l’intervento degli agenti che lo accompagnavano ha consentito di immobilizzarlo.
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