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Reggio – L’Anassilaos omaggia Edith Piaf, una delle più grandi e ammirate artiste del Novecento

18 Maggio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 1 minuti
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“Non ho mai conosciuto un essere umano così poco avaro della sua anima” disse di lei lo scrittore e poeta Jean Cocteau, il giorno dei suoi funerali, in un piovoso ottobre del 1963 parlando di Edith Piaf, una delle più grandi e ammirate artiste del Novecento la cui difficile vita, attraversata da malattie e da amori tragici, si concludeva lasciando il mondo e soprattutto la Francia quasi orfana.  A Edith  Piaf, nel centenario della nascita (Parigi, 19 dicembre 1915-Grasse 10 ottobre 1963) l’Associazione Culturale Anassilaos dedica un incontro che si terrà martedì 19 maggio alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio al Corso con l’intervento del prof.  Pino Papasergio mentre i poeti del Lunedì di Anassilaos leggeranno i testi di alcune delle sue più celebri canzoni. Edith Piaf, pseudonimo di  Édith Jeanne Gassion, ebbe un infanzia non facile  trascorsa  seguendo spesso il padre, acrobata in un circo. Cantante di strada nella prima giovinezza, cominciò lentamente una inarrestabile carriera che la portò ad esibirsi nei più importanti teatri francesi. Divenne ben presto una vedette internazionale grazie al successo de La vie en rose. La guerra era appena finita (1945) e la canzone, di cui Edith Piaf scrisse il testo su musica di Louiguy (Louis Gugliemi), divenne  la canzone dell’amore romantico, la canzone della speranza per tutti coloro che dopo le brutture della guerra tornavano alla vita e all’amore. “Quando mi prende fra le sue braccia/mi parla a bassa voce io vedo la vita tutta rosa…”. Altri successi seguirono e la sua voce potente, malinconica  e stupefacente in un corpo esile, quasi fragile al pari della sua esistenza, divenne quasi il simbolo di quella canzone francese pensosa e tormentata che fu tutt’uno con il movimento esistenzialista.

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