di Domenico Grillone – E’ un no senza appello quello dei partiti ed associazioni a sinistra del Pd nei confronti di una legge elettorale, l’Italicum per la quale “i deputati si scelgono nelle stanze chiuse o negli alberghi”. E così le rappresentanze di Sel, Pdci, Rifondazione, Partito comunista dei Lavoratori ed Anpi si sono ritrovati in piazza Italia per una manifestazione spontanea di protesta contro una legge, secondo i rappresentanti politici presenti in piazza e poi ricevuti in Prefettura prima dell’arrivo del presidente del Senato, assolutamente ingiusta anche perché “con la riforma costituzionale al Senato, serve un parlamento eletto dal popolo e non da 5 amici seduti al bar o dai segretari di partito”. Siamo qui per dire – aggiunge poi Nucera – che hanno fatto uno scempio della Costituzione, e addirittura ponendo la fiducia, un fatto vergognoso. Il governo deve occuparsi di governare e non può chiedere la fiducia per quello che dovrebbe essere il futuro della rappresentanza popolare. Siamo qui pere dire no al governo Renzi ed ai suoi metodi, non da prima repubblica ma dittatoriali, dove pensano di fare tutto e di più”.
Per Lorenzo Fascì del Pdci la legge elettorale in corso d’approvazione in parlamento “modificherà l’assetto dello Stato, si creerà uno sbilanciamento dei poteri senza più quell’equilibrio tra potere esecutivo e parlamento”. Ma per Fascì c’è di più. “Se approveranno la legge così com’è,provocheranno un ulteriore sbilanciamento sul piano democratico. Perché attraverso questo sistema un partito che raggiunge il 25, 26 per cento di fatto si troverà con un quorum al parlamento pari al 60 per cento. Il che significa che una rappresentanza di un quarto della popolazione con l’approvazione dell’Italicum andrà a rappresentare i due terzi della popolazione. In pratica un salto verso il buio della democrazia”.
Ancora più duro il professore Pino Siclari del partito Comunista dei lavoratori per il quale l’approvazione dell’Italicum è soltanto l’aspetto più visibile di un processo di stabilizzazione autoritaria della società italiana condotta da Renzi il quale procede cumulando l’effetto di due crisi: da una parte quella del centrodestra che gli apre spazi enormi sul versante del recupero di un fronte moderato; dall’altra la crisi profonda a sinistra, tanto che si potrebbe dire che i più grandi nemici del premier sono all’interno del suo stesso partito”. Infine i partigiani, quelli che collaborarono alla stesura della Costituzione. “Oggi i partigiani si ribellano – afferma patrizia Gambardella – perché con l’Italicum salta praticamente tutto. Non si può andare alle manifestazioni del 25 aprile e poi proporre questo tipo di leggi. E’ esattamente il contrario”.






