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    Nunzio Raimondi

    Caso Moro, Raimondi in Commissione bicamerale: ‘Valuteremo innumerevoli documenti’

    di Clara Varano – Audiocassette sparite, ritrovate qualche mese fa e mai ascoltate prima o ascoltate con disattenzione, brogliacci del Viminale spariti, depistaggi seriali, questo e molto altro tra i “nuovi” misteri che la Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro dovrà analizzare. E c’è di più.

    Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale la nuova Commissione si occuperà anche di covi dei terroristi che erano sotto il rigido controllo dei servizi segreti e della polizia molto prima della loro scoperta ufficiale. Ancora, la stampatrice delle Brigate Rosse appartenuta a Gladio, il cui spettro aleggia sull’intera vicenda. E poi c’è il nuovo memoriale dell’ex senatore Sergio Flamigni, che nel 1980 venne chiamato a far parte della prima Commissione parlamentare d’inchiesta sulla strage di via Fani, il sequestro e l’assassinio dello statista Dc e il terrorismo in Italia.

    Della nuova, la terza Commissione bicamerale, fa parte anche il noto avvocato di Catanzaro, Nunzio Raimondi, che si troverà, insieme a pochi altri, ad analizzare una delle vicende più spigolose e più “oscure” della storia recente d’Italia. Raimondi, però, molto rispettoso del suo ruolo, non dice nulla al riguardo perché “insieme agli altri consulenti, 3 magistrati e due generali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza” ha prestato giuramento “sulla segretezza dei lavori di Commissione del caso Moro”.

    Per diventare consulenti di Commissioni bicamerali di inchiesta occorre un curriculum di un certo tipo, un curriculum che all’avvocato Raimondi certo non manca. “Non ci sono ragioni particolari, non è un incarico politico è un incarico tecnico e si viene scelti per i titoli e le competenze specifiche che uno ha, se ce le ha”, sottolinea Raimondi al telefono.

    E lui di esperienze in Commissini di inchiesta ne ha già avute. “La prima – ci spiega – era sulla Telecom Serbia. La seconda sull’occultamento di 600 fascicoli per i crimini nazifascisti, un fatto molto grave che riguarda crimini internazionali”.

    Su Moro, però, Raimondi non si sbottona per evitare ogni forma possibile di speculazione: “Sulla vicenda Moro – dice – sono stati scritti fiumi di pagine. Noi stessi della commissione abbiamo a disposizione il materiale di due Commissioni che si sono già spese su questo tema in passato, abbiamo tutti gli atti dei processi, può solo immaginare la quantità di documenti che sono a nostra disposizione per la valutazione”.