Anche quest’anno centinaia di migliaia di studenti delle scuole primarie e medie sono impegnati nei test Invalsi, le contestate prove che sondano la preparazione degli alunni in matematica, lettura e italiano. Le prove, come negli ultimi anni, saranno strutturate in modo differente in base al livello scolastico a cui si riferiscono e anche i tempi previsti per lo svolgimento varieranno in funzione del livello scolastico. Un sistema di verifica contro il quale i sindacati hanno già annunciato sciopero, perché lo ritengono “inutile e dannoso” a differenza del ministro dell’Istruzione, Stefana Giannini, che difende i test. E continuano le proteste anche in Calabria con aule vuote, ieri e oggi, date deputate per le prove Invalsi (per le quali è necessario il numero legale per essere valide) che non piacciono neanche alle mamme e ai papà: “Domande a tempo come nei concorsi e noi non ne conosciamo il contenuto”. Hanno disertato la scuola anche gli alunni della primaria di via Negroni a Cosenza. Su seicento bambini, trenta i presenti di cui solo 7 quelli interessati alle prove Invalsi. La decisione di non mandare i figli a scuola è stata assunta dai genitori che hanno aderito all’iniziativa sostenendo i docenti in protesta contro la riforma: “Il disegno di legge non ha coinvolto chi lavora nella scuola”. “La nostra protesta silenziosa – affermano i genitori – è un segnale al Governo per dire che le famiglie stanno dalla parte degli insegnanti”. (na.ma.)






