di Stefano Perri – Quattro Società, 25mila ettari di terreno coltivati a frutteti, rapporti finanziari bancali, postali e assicurativi, diversi fabbricati e tre ville di lusso, di cui una di oltre 500 metri quadri situata nel comprensorio di Baden, nella bassa Austria. Ammonta ad un valore complessivo di 21 milioni il sequestro operato stanotte dagli uomini della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto dello Scico di Roma, nei confronti di una serie di soggetti ritenuti contigui alla potente cosca Pesce di Rosarno.
Nella stessa operazione è stata disposta la misura della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, nei confronti di Giuseppe Pesce (35 anni), Francesco Pesce (36 anni), Francesco Pesce (29 anni), Rocco Pesce (31 anni), Vincenzo Pesce (29 anni), Francesco D’Agostino detto Beccaccia (36 anni), Mario Ferraro (66 anni), Andrea Fortugno (31 anni), Domenico Fortugno detto Ferruzzeddu (34 anni), Rocco Palaia (43 anni), Alberto Petullà (55 anni), Antonino Tirintino (56 anni), Giuseppe Di Marte detto Tetenna (59 anni), Claudio Lucia (50 anni).
Il feudo austriaco – A destare l’attenzione degli inquirenti sulle condizioni economicamente favorevoli godute dal clan è la figura di Claudio Lucia, 50 enne residente a Baden, ed attualmente già detenuto. L’uomo è considerato il responsabile della cosca per gli investimenti in Lombardia e in territorio estero. Secondo gli investigatori un elemento di spicco del clan Pesce, nonché tesoriere e liquidatore delle spese legali per conto del gruppo Ferraro. L’uomo era stato arrestato a marzo del 2011 in Spagna, dove si era rifugiato per sfuggire alla condanna di 17 anni e 10 mesi di reclusione.
Gran parte della sua latitanza l’aveva trascorsa vivendo in una lussuosa villa della bassa Austria, nel com,pretorio di Baden. Per sottrarsi ai controlli della Guardia di Finanza ed evitare appunto i provvedimenti di sequestro Lucia aveva intestato una buona parte dei suoi beni alla moglie romena Ana Camelia Culda. Tra questi una serie di conti corrente ed una villa del valore di un milione di euro, poi ristrutturata per la spesa di ulteriori un milione e mezzo di euro. Soldi peraltro pagati dall’uomo completamente in contanti e senza il rilascio della documentazione fiscale. Una Porsche Cayenne Turbo ed un’altra villa invece erano intestate ad un altro cittadino romeno, Vasile Ilie, residente anche lui a Madrid, città dove era stato catturato appunto Claudio Lucia.
LEGGI ANCHE:
Le immagini dei beni di lusso sequestrati al clan Pesce di Rosarno (VIDEO)





