di Grazia Candido – Consegnati i San Giorgini d’oro 2015 e tra le novità di quest’anno, c’è l’istituzione di due nuove sezioni: quella alla memoria e i “revocati perchè indegni”. In occasione della ricorrenza del Santo Patrono cittadino, oggi pomeriggio nel Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, si è svolta la tradizionale manifestazione per l’attribuzione del premio “San Giorgio d’oro della Città di Reggio Calabria”. Il Premio conferito a personalità e cittadini che operano in città e in Provincia, contribuendo con il loro fattivo impegno alla crescita umana, civile, economica, sociale e culturale della nostra comunità, quest’anno è stato assegnato alla memoria del Colonnello Cosimo Fazio, comandante della Polizia municipale del Comune di Reggio deceduto prematuramente il 15 agosto del 2013 durante le operazioni di accoglienza per lo sbarco di un gruppo di migranti; per la cultura, la raffinata poetessa Natina Pizzi, scrittrice sensibile con la voglia di scrutare ed essere vista con occhi che non vedono; Paolo Marcianò presidente dell’Avis per il riconosciuto rigore nell’esercizio della professione medica che, coniugato con le apprezzate doti morali, ha costituito un sicuro riferimento all’interno degli Ospedali Riuniti di Reggio; per la medicina, il professore di Nefrologia Carmine Zoccali figura eccezionale di riconosciuta fama e vivido esempio di brillante carriera e di un percorso di studi di altissimo livello scientifico, paladino di una rigorosa condotta etica nella ricerca scientifica internazionale; al funzionario dello Stato Filippo Lacava vice prefetto della Repubblica italiana, più volte consigliere giuridico al servizio degli organi di Governo, uomo di riconosciuti e apprezzati valori umani e professionali; per lo sport, l’atleta Antonio Laganà, già campione italiano di Lotta stile libero, le sue doti umane e professionali sono riconosciute ed apprezzate anche per la sua attività di dirigente sportivo Coni ispirata ai più alti valori sociali e sportivi; all’imprenditore Tiberio Bentivoglio che, con il suo coraggioso rifiuto ad abbassare la testa di fronte alle barbare pretese della ‘ndrangheta, è divenuto esempio e testimone del vivere e lavorare nella legalità. “Bentivoglio è il simbolo del riscatto civile in una terra spesso silenziosamente prigioniera della criminalità e di una diffusa omertà” – termina così la motivazione il portavoce del sindaco Franco Arcidiaco.
“Questo è il primo San Giorgino d’oro consegnato dalla mia Amministrazione a personalità che hanno dato un importante contributo alla città e non potevamo non istituire una sezione alla memoria ricordando il Colonnello Fazio esempio di encomiabile senso del dovere, spirito di abnegazione e spiccata professionalità – esordisce il sindaco Giuseppe Falcomatà – Questo premio tributa quelle personalità reggine che si sono distinte nel campo dell’arte, della cultura, dello spettacolo, della scienza o, comunque, professionalità che hanno dato lustro al nostro territorio e, nei vari settori di competenza, hanno lavorato per farlo crescere. Sarà una cerimonia molto sobria – ci tiene a precisarlo il primo cittadino in un salone stracolmo di parenti, amici dei premiati, assessori e consiglieri – Non ci saranno statuette da consegnare ma semplicemente una targa ricordo con le motivazioni che ci hanno spinto ad attribuire questo premio. Una cerimonia che rispecchia lo spirito di umiltà con cui questa Amministrazione comunale sta interpretando il proprio compito, a testa bassa senza alcuno sfarzo perché siamo in piena emergenza economica. Ma questa sobrietà è controbilanciata dalle personalità che noi oggi premiamo”.

Ma la vera novità di questa edizione è la “revoca del premio a chi non lo merita più”. Ad annunciarlo è lo stesso sindaco che aggiunge: “Il San Giorgino d’oro è il premio più importante per la città e se qualcuno che lo ha ricevuto nel corso del tempo si è dimostrato indegno gli sarà ritirata l’onorificenza. Pertanto, abbiamo istituito una sezione revocati: così come succede alle Olimpiadi per gli atleti che raggiungono il podio per il doping, noi cercheremo di eliminare i “dopati” che hanno ottenuto il san Giorgino d’oro o, comunque, di valutare e controllare che quelle persone non siano oggi indegne di questo premio. Lasciare il San Giorgino a chi non lo merita più sarebbe uno sfregio, l’ennesimo, per la nostra città. Speriamo di non doverlo fare ma vigileremo e valuteremo bene”.









